Grassani: «Quando il Bari arriverà in Serie A, De Laurentiis dovrà decidere quale club tenere»

«Il progetto è creare una nuova sinergia Napoli-Bari, pur mantenendo indipendenti i due club. De Laurentiis progettava questo colpo da dieci giorni».

Grassani: «Quando il Bari arriverà in Serie A, De Laurentiis dovrà decidere quale club tenere»

L’intervista a Radio Crc

Mattia Grassani, avvocato della SSC Napoli, è stato intervistato da Radio Crc. Al centro del suo intervento, la trattativa della famiglia De Laurentiis per acquisire il Bari. Le sue dichiarazioni: «L’idea è nata dieci giorni prima, si è lavorato sottotraccia. Sono stato tre giorni a Bari, abbiamo completato l’iter e siamo stati ripagati di tutti i sacrifici. De Laurentiis ha fatto un’operazione lungimirante e futuribile con il Bari, ma escluderei categoricamente il rischio che una delle due società possa diventare subalterna all’altra».

«Il progetto del presidente – continua Grassani – è quello di creare una sinergia tra due capoluoghi di regioni. È una visione diversa, innovativa, mai sperimentata prima. Ovviamente, se il Bari dovesse arrivare in Serie A, De Laurentiis sarebbe costretto a scegliere quale club tenere. Aurelio però ritiene obsolete e superate le norme attuali, farà sicuramente delle proposte a FIGC e CONI per rendere il calcio uno sport non diverso da qualunque altro settore commerciale in cui c’è libero mercato. Se fossi molto ricco da possedere due belle macchine contemporaneamente, non vedo perché non potrei averle».

Un progetto lungo: «Di certo, la SSC Bari sarà di De Laurentiis per molte stagioni. Ha detto di voler affidare la guida del club al figlio Luigi, ovviamente non potrà dedicarsi interamente al progetto Bari in questo momento. De Laurentiis è un motore instancabile, decide sempre con lucidità e sbagliando poco. Personalmente posso confermare che ha un approccio sorprendente anche in relazione alla sua età».

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  1. Marco Rocchi 2 agosto 2018, 23:12

    “per rendere il calcio uno sport non diverso da qualunque altro settore commerciale”

    Il problema è proprio quello, vedere il calcio come un settore commerciale.
    Dovrebbe essere uno sport. E persino in formula 1, dove i soldi spostano le montagne, è ancora vietato possedere team satelliti (anche se poi la norma viene aggirata abbastanza facilmente, vedi Toro Rosso e Sauber AlfaRomeo)

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