CR7-Juventus, rassegna stampa: tra Mendes, Perez e Neymar

Gazzetta, Corsera e Repubblica ricostruiscono l’affare in corso: Ronaldo è stanco del Real, che però vorrebbe trovare il sostituto prima di cederlo.

CR7-Juventus, rassegna stampa: tra Mendes, Perez e Neymar

Il vertice di Madrid

La notizia del giorno, ieri, è quella sull’incontro di Madrid tra i vertici del Real e l’agente Jorge Mendes. Tema: il malcontento di Ronaldo. Secondo la Gazzetta dello Sport, «le mosse fatte dalla Juventus negli ultimi giorni hanno prodotto l’effetto di mettere in allarme il mondo blanco. Mai come stavolta a Madrid avevano toccato con mano l’insofferenza del campione portoghese. E la disponibilità della società della famiglia Agnelli a investire quasi 350 milioni per assicurarsi il penta­Pallone d’Oro ha fatto il resto».

Secondo la ricostruzione della rosea, anche il nuovo procedimento della Uefa contro il Psg potrebbe aprire la crepa per favorire l’approdo del portoghese a Torino. Il club parigino, infatti, potrebbe essere costretto a cedere uno dei suoi gioielli. Il primo indiziato potrebbe essere Neymar. Un’idea che ha indisposto fin da subito Ronaldo, preoccupato di perdere il titolo di Re del Bernabeu. Quindi, ecco la possibile exit strategy: «Diamo per scontato, allora, che il dialogo tra il super­agente portoghese e il presidente galactico sia girato intorno al destino parallelo di O Ney e alla famosa stretta di mano di gennaio con cui il presidente pluricampione d’Europa garantì al rappresentante di CR7 una significativa buonuscita: lo sconto della clausola da un miliardo a “soli” cento milioni».

Da qui parte la ridda delle cifre: «L’operazione presuppone oltre 100 milioni per il cartellino e un contratto al giocatore di trenta milioni netti a stagione per i prossimi 4 anni (al lordo sono circa 240 milioni). . Perez gli ha già proposto un aumento a 30 milioni, ma lui ha nicchiato. Guarda caso, però, potrebbe accontentarsi della stessa cifra nel caso di un trasferimento a Torino. Nell’opzione italiana c’è evidentemente una sfida con se stesso, ma anche la curiosità di mettersi in discussione in un campionato equilibrato come la Serie A, che sin da ragazzo lui ha seguito con simpatia».

I conti

Repubblica scrive delle possibili manovre puramente economiche, e/o di calciomercato, che potrebbero sostenere l’operazione: «A Torino contano di raccogliere tra i 50 e i 60 milioni di plusvalenze grazie alle cessioni. Mandragora è già andato all’Udinese per 20; vendere Rugani al Chelsea per una quarantina avvicinerebbe di molto l’obiettivo; Higuain partirà ma sarà difficile produrre con lui plusvalenze significative (è a bilancio per quasi 55 milioni)».

«In caso di necessità estrema – prosegue il quotidiano romano – c’è la carta Pjanic, che ha proposte da Barça e City, pronte a pagarlo 70 milioni. Tutto ciò non basta, però. Bisogna lavorare soprattutto sui ricavi: complicato in un mercato imprevedibile come quello italiano, in cui la legge Lotti sui diritti tv ha già sforbiciato gli incassi garantiti alle grandi. Altre le voci su cui incidere: l’aumento dei prezzi della campagna abbonamenti, e dei prezzi dei tagliandi durante tutta la prossima stagione, dovrebbe garantire circa 20 milioni extra rispetto allo scorso anno».

Anche per via di tutte queste complicate manovre, la Juventus ora «ha fretta». È ciò che scrive il Corriere della Sera, raccontando gli ultimi retroscena dell’affare. E le ragioni per cui il fuoriclasse portoghese vorrebbe lasciare il Real: «È stanco dei Blancos, arrabbiato con Florentino, convinto di essere ingiustamente perseguitato dal fisco spagnolo, anche attratto dall’Italia. Forse perché, in questo momento, la Juve è l’unica pretendente uscita allo scoperto. Le altre, invece, lavorano nell’ombra. Soprattutto lo United. Il Real Madrid sa come muoversi. Ronaldo può anche partire, ma l’offerta deve essere adeguata e prima gli spagnoli devono poter allungare le mani sul sostituto. Che non può essere uno qualsiasi. Due i candidati, non per caso smentiti dai Blancos a distanza di 24 ore: Neymar e Mbappè». Insomma, devono ancora combaciare tutti gli incastri. Non è facile, ma il tutto sembra meno impossibile rispetto ad appena 24 ore fa.

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