Sconcerti: «Calciatori italiani inferiori fisicamente, gioco antico e paura del risultato»

Dopo Francia-Italia, Sconcerti traccia un ritratto severissimo del nostro movimento: «Giochiamo un calcio che è solo nostro, siamo tornati indietro mentre gli altri andavano avanti».

Sconcerti: «Calciatori italiani inferiori fisicamente, gioco antico e paura del risultato»

Il commento dopo Francia-Italia

La sconfitta dell’Italia in casa della Francia ha riaperto la ferita di una nazionale molto, troppo lontana dalle migliori espressioni calcistiche del momento. Uno dei commenti più significativi in merito alla partita di Nizza è di Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera. L’editorialista del quotidiano milanese ne fa una pura e semplice questione di qualità: «Mancini non
c’entra niente, direi quasi che per molto tempo non sarà più un problema di allenatore. Sono i giocatori a essere inferiori. È la nostra paura del risultato a volerci lenti, andando veloci potremmo non controllare il gioco. Così abbiamo imparato a subirlo. Ma nel frattempo gli altri hanno imparato a giocare molto meglio, è questa la novità del buon calcio. Ed è questo che ci tiene fuori da ogni partita».

Al di là delle differenze con gli avversari di ieri, Sconcerti individua un problema “storico”: «L’Italia sembra quasi non cambi mai giocatori. Sono tutti uguali, abituati tutti al nostro sacrificio. Dove prima Balotelli era chiaramente uno da dimenticare, adesso nell’oscuro brilla come un diamante. Non è cresciuto lui, che pure è diventato uomo. Siamo andati indietro noi. Pochissimi dei nostri assomigliano a giocatori del mondo, forse ancora Bonucci, forse qualcosa c’è in Chiesa, ma la somma di
tutto il resto è qualcosa che non vedevamo da molti anni. Non siamo solo modesti, siamo fuori progetto, siamo antichi. Giochiamo pezzetti di calcio che è solo nostro, come se non ci fossero gli altri. Gli avversari non solo ci superano, diventano riferimenti morali, modelli non avvicinabili, dal punto di vista tecnico e fisico. E non cambia mai».

 

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