Garanzini (La Stampa): «Un delitto perfetto, strameritato dal Napoli»

Juventus-Napoli, il commento sulla Stampa: «n campionato che ricomincia, giustamente, quando nessuno se lo immaginava più».

Garanzini (La Stampa): «Un delitto perfetto, strameritato dal Napoli»
Photo Matteo Ciambelli

Il commento sul quotidiano torinese

Come per Sconcerti e per Gianni Mura, anche per Gigi Garanzini il successo del Napoli a Torino nasce dall’eccessiva prudenza di Allegri. L’editorialista della Stampa utilizza la metafora del delitto perfetto: «Un gol al novantesimo, quando la Juve non aveva più il tempo di provarci. Non che ci avesse mai provato prima, un palo su deviazione e subito dopo un salvataggio di Callejon sulla linea al quarto d’ora del primo tempo: e da lì in avanti 75 minuti senza nemmeno arrivare a tirare in porta, quasi certamente
un primato negativo di tutti i tempi per una squadra capolista».

E poi ci sono i meriti del Napoli, soprattutto a paragone con l’attendismo bianconero: «Un successo strameritato perché pensato a tavolino, costruito sull’arco dei novanta minuti, e realizzato soltanto nel finale perché a questo punto della stagione il Napoli ha fatalmente perso la brillantezza dei tempi migliori. Ma non il coraggio di giocarsela, che la Juve sembra invece aver lasciato negli spogliatoi del Bernabeu dopo la crudele beffa madridista».

Garanzini racconta in liofilizzato la partita: il cambio forzato Chiellini-Lichtsteiner («lo svizzero è sempre più vvicino al capolinea); il tentativo di cambiare qualcosa con Cuadrado, il solito «cambio migliorativo di cui Allegri è maestro»; il copione che comunque non cambia.

Sì, perché «la Juve non ha mai smesso di pensare ai 4 punti di vantaggio, più bonus per via dei confronti diretti, e di vere occasioni da gol non se ne sono viste. Né per il Napoli, né per la Juventus, in puro stile veterotrapattoniano. Sino a quell’ultimo, fatale minuto. Il corner perfetto di Callejon, lo stacco imperiale di Koulibaly. E un campionato che ricomincia, giustamente, diciamocelo, quando nessuno se lo immaginava più».

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