Il mio giorno all’improvviso è il 13 aprile del 1975: Napoli-Ternana 7-1

Lo zio malato di calcio con quattro figlie femmine, il Napoli di Vinicio e una partita storica per la dimensione del risultato.

Il mio giorno all’improvviso è il 13 aprile del 1975: Napoli-Ternana 7-1

Zio Raffaele

Se era la domenica buona, la telefonata di zio Raffaele arrivava verso le dieci di mattina. Se eri fortunato, in base a considerazioni di cui lui solo era conoscenza, venivi selezionato come nipote designato ad accompagnarlo allo stadio a vedere il Napoli. Zio Raffaele era uno dei sei fratelli e sorelle di mia madre e l’unico di loro ad essere appassionato di calcio. Più che appassionato si dovrebbe dire malato, perché dai destini del Napoli dipendevano il suo umore e le conseguenti turbolenze del rapporto con la moglie e le figlie.

Il destino, infatti, aveva regalato a mio zio quattro figlie femmine, che di calcio non volevano sapere nulla. I suoi tentativi di coinvolgerle nel tifo per il Napoli erano falliti miseramente e lui portava avanti la missione di iniziare al tifo i nipoti maschi, che erano tanti. Quando uno dei suoi amici di partita non poteva andare allo stadio e metteva a disposizione il suo abbonamento, il fortunato nipote prescelto poteva andare a vedere la partita insieme a lui.

Il match del San Paolo

Quel 13 di aprile del 1975, a otto anni e mezzo zio Raffaele mi ritenne grande abbastanza per poter andare allo stadio e quella domenica la telefonata mi elesse per la prima volta a prescelto per andare a vedere la partita al San Paolo. Era una bella giornata di sole e il Napoli di Vinicio giocava contro la Ternana. Ero troppo piccolo per capire che quella fu una delle squadre più forti della storia del Napoli, che giocava un calcio rivoluzionario e che sarebbe arrivata a un passo dallo scudetto. Di quella domenica conservo alcuni ricordi indelebili: la maestosità dello stadio che apparve ai miei occhi quando salii le scale per prendere posto nei distinti. Il profumo dell’erba, la divisa nera di Carmignani che mi sembrava stare così vicino quando il Napoli difendeva dal lato nostro, i capelli lunghi dell’ala sinistra Braglia.

Altri ricordi sono più confusi e credo si sovrappongono ad altre partite viste insieme a zio Raffaele nelle successive domeniche fortunate: fu quella la volta in cui dei ragazzini volevano la mia bandierina minuscola di plastica? Oppure fu allora che zio mi comprò la bandiera fuori dallo stadio dopo la partita? E fu quella domenica che indossai la maglia del Napoli con il numero 9 cucito dietro che mi aveva regalato mia madre? O forse era la maglia di Savoldi e quindi il regalo era di qualche anno dopo? La partita finì 7-1, un risultato clamoroso per l’epoca. Segnarono La Palma, Clerici, Esposito (di Torre Annunziata, come me) e due volte Massa e Braglia.

Ora sono lontano da Napoli

Forse solo io e mio fratello, tra i tanti cugini che zio Raffaele portò allo stadio, siamo rimasti tifosi persi del Napoli, tanto che un anno, quando ero già grande e a Napoli c’era già da qualche anno Maradona, mio zio mi regalò addirittura l’abbonamento in curva A. Purtroppo la vita mi ha portato lontano da Napoli, così come la malattia ha portato via i ricordi dal cervello del povero zio Raffaele, e al San Paolo vado raramente.

So però che la prossima volta che ci andrò, dopo aver salito le scale, quando mi apparirà il campo, ricorderò quella domenica in cui tutto mi sembrava così grande. E che ha segnato il vero “giorno all’improvviso” in cui ebbe inizio il mio amore per la maglia azzurra.

 

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