Napoli, adda passa’ ’a nuttata e la guerra non è finita (ma un po’ di anarchia no?)

Il post-Juventus è lo stesso freddo inferiore del finale di Napoli Milionaria; non c’è spazio per i talenti come Ounas nell’accademia sarriana.

Napoli, adda passa’ ’a nuttata e la guerra non è finita (ma un po’ di anarchia no?)

Il friddo interiore

Ch’è ssuccieso… Ch’è ssuccieso… Teh… Pigliate nu surzo ’e cafè… S’ha da aspetta’, Ama’. Adda passa’ ’a nuttata.
Al fischio finale dell’arbitro Orsato, guardando la Città, dai vetri appannati della finestra di casa, ho rivissuto – con le dovute proporzioni – il medesimo friddo interiore della celebre scena finale di Napoli Milionaria: un senso di smarrimento accompagnato dalla frustrazione atavica verso la pedata nazionale: una sofferenza indicibile. Per cortesia, chiudete ‘a porta d’’o vascio, nun mme resta che sceriarme amaramente ‘e mmane!

Un brutto sonno, poi, mi è venuto a trovare. Era l’immagine di chillu babbasone di Koulibaly che per ben tre volte (al 4 minuto, sul gol e sul tiro di Dybala nel primo tempo) assisteva – incredulo – al Concerto per la mano sinistra di Ravel.
Eziando, il giorno dopo, leggo le dichiarazioni dell’incauto Antico Toscano. Il bambino è stato gettato con l’acqua sporca (insieme alla Kombat Carbon).

Non c’è spazio per gli anarchici in questo Napoli (leggasi Adam Ounas). L’accademia sarriana non accetta tra i suoi iscritti i non allineati al congegno perfetto. Dissento dal mister. A mio sommesso avviso, senza la Repubblica di Portici, l’arte pittorica nostrana si ridurrebbe a una mera oleografia di una bellezza statica. Si conceda, pertanto, all’Antico il piacere di una nuova Luce. Don Gennà, alla fine avete ragione voi: la guerra non è finita.

Saluti ai pedatori

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