La partita non capita 2/ «La marcatura a uomo? È la doppia spunta blu di Whatsapp»

Intervista a Carmen Gallo (poeta e scrittrice) e Marianna Garofalo (sceneggiatrice) sul calcio: «Mertens è in grado di salvare le vite aprendo i cancelli».

La partita non capita 2/ «La marcatura a uomo? È la doppia spunta blu di Whatsapp»

Dopo il successo dell’intervista a mia sorella sono fioccate le richieste; da amiche o amici o conoscenti che vivono il calcio di riflesso, che ne sanno poco, che un po’ lo subiscono e allora ho deciso di farne qualche altra. Quella di oggi sarà doppia ho fatto le domande alla poeta e traduttrice Carmen Gallo (ultimo libro: Appartamenti o stanze, edito da d’If) e alla scrittrice e sceneggiatrice Marianna Garofalo (sta uscendo il nuovo film di Stefano Incerti: La parrucchiera, di cui Marianna è co-sceneggiatrice). Le ringrazio davvero tanto per essersi prestate e perché ho riso moltissimo.

Gianni: Mi direste, in breve, cosa si intende per doppio passo?
Marianna: Una delle prove dei concorrenti di Amici il sabato sera.
Carmen: Quello che fai quando cammini con Googlemaps sul cellulare e non capisci in che direzione andare e al primo incrocio hai quell’attimo di tentennamento, se girare o proseguire, e la gente ti viene addosso.

Le basole a Mezzocannone

Gianni: Se vi capitasse di ascoltare la frase “Si invola sulla fascia” a cosa pensereste?
Marianna: A uno che scivola e sbatte con la testa all’indietro.
Carmen: Mi viene in mente una scivolata sulle basole di via Mezzocannone (dopo due gocce di pioggia) che in effetti mi portò piuttosto in volata sulla fascia del marciapiede, e mi permise di superare i molti avversari che aggravavano il mio ritardo. Anche gli strappi riportati sui pantaloni e sulla giacca mi permisero di guadagnare molti punti agli occhi di studentesse e studenti, e relativi parenti, che mi aspettavano per la seduta di laurea.

Gianni: Mi raccontate un episodio curioso che vi è capitato (o a cui avete assistito durante una partita di calcio)?
Carmen: Di solito, durante le partite di calcio assisto allo spettacolo curioso di Marianna che non guarda la partita, ma non fa nemmeno altro. Manifesta con ironia il suo disagio, disorienta i convenuti con battute da tocca-ferro-subito, prova a intavolare discussioni sull’integrazione dei cingalesi a Napoli al solo scopo di distrarre gli spettatori. Ogni volta, sempre così.
Marianna: Carmen che studia Dylan Thomas sul divano di casa mia.

Mertens salva la vita alle persone

Gianni: Carmen, ci racconti la volta in cui Mertens ti ha salvato la vita? (Marianna tu puoi manifestare il tuo disprezzo o la tua indifferenza)
Carmen: Essendo riuscita, con una fuga precipitosa e notturna, a guadagnare l’uscita dal primo portone del castello incantato, mi ritrovai come ultimo ostacolo un cancello automatico impallato. In un angolo del giardino scorsi un giovane che pareva di aspetto gentile, per quanto con indosso abiti bizzarramente sportivi. Agitando le braccia tentai con grazia, beninteso, di attirare la sua attenzione: “Scusa! Scusa! Puoi aprirmi il cancello?” Il giovane, sorpreso ma garbato, presto si prodigò e con apposito telecomando spalancò il cancello dicendo “Certo, ecco, vai”. Recatami alla vettura che mi attendeva, il tassista sobbalzò alla vista del giovane in lontananza, e urlò: “Ma chill è Mertèns!”. Il cancello si richiuse quando era ormai troppo tardi per ringraziare il benefattore pronunciando accuratamente il suo cognome.
Marianna: Piuttosto, tassista, ci potrebbe raccontare la volta in cui ha preso la chiamata di quella ragazza bloccata nel cortile con Mertens?

Difesa e sintassi

Gianni: Marianna, mi descrivi il tifoso napoletano medio (so che ne sei capace); Carmen, qui se vuoi puoi tacere.
Marianna: Juvemerda-coerenza e mentalità-De Laurentis vattene-Sarri a giorni alterni-sistavameglioquandosistavapeggio.
Carmen: Taccio.

Gianni: Il raddoppio in difesa è una sorta di raddoppiamento sintattico?
Carmen: Il raddoppio in difesa arriva di solito sempre troppo tardi mentre il raddoppiamento sintattico non deve mai arrivare troppo presto.
Marianna: Sì, esattamente.

Gianni: Quando si dice che “il portiere l’ha bloccata”, a cosa pensate?
Al custode che non fa entrare una sconosciuta nel palazzo.
A una parata fatta dall’estremo difensore.
Marianna: Al custode che non fa entrare una sconosciuta nel palazzo.
Carmen: A una parata fatta da un portiere del palazzo di fronte in una partita a piazza Dante il sabato pomeriggio.

Gianni: Chi è Ghoulam?
Marianna: Il custode che non fa entrare una sconosciuta nel palazzo.
Carmen: Un amico del benefattore di cui sopra.

Gianni: Quando si dice “Il portiere l’ha respinta, cosa vi viene in mente?
Una raccomandata rifiutata.
Un no detto a una corteggiatrice.
A una parata fatta dall’estremo difensore.
Carmen: Una raccomandata rifiutata.
Marianna: Una raccomandata rifiutata.

Marcatura a uomo

Gianni: Cosa si intende per marcatura a uomo?
Marianna: L’invenzione della doppia spunta blu di WhatsApp.
Carmen: Credo sia la strategia di sopravvivenza cui ricorrere negli uffici pubblici. Una volta trovato l’unico impiegato che, secondo indiscrezioni, può risolverti il problema, non devi mai mollarlo, mai perderlo di vista, seguirlo alla macchinetta del caffè, guardare con disprezzo lo schermo del suo cellulare che si illumina, monitorare gli spostamenti, impedire con sguardi minacciosi che trovi il coraggio di dire, con un’espressione facciale credibile: “In realtà è il collega in ferie che di solito si occupa di queste cose, non può tornare la settimana prossima?”.

Gianni: Come affrontereste il problema del cerchietto nei capelli dei calciatori e, restando nel campo, quello delle creste?
Marianna: Con il nazismo.
Carmen: Ma no, sono ragazzi.

Sarri e il Real Madrid

Gianni: Cosa significa: Punizione a due?
Marianna: Che restate tutti e due in classe a ricreazione così vediamo se la prossima volta lo rifate.
Carmen: Non sarò così banale da parlare di relazioni sentimentali.

Gianni: Cosa si intende per Centrale?
Marianna: Molto importante.
Carmen: Garibaldi?

Gianni: Chi è Sarri?
Marianna: Uno che vorrebbe fumare di più.
Carmen: The Master of the Revels.

Gianni: Dove eravate la sera di Napoli – Real Madrid?
Carmen: Volevo prendere l’auto e godermi una città che così nemmeno ad agosto ormai, ma per masochismo sono andata nella bolgia di piazza Miraglia.
Marianna: A casa, a guardare il film Women su La7d.

Gianni: Come affrontereste la piaga sociale chiamata Juventus?
Marianna: Facendo due campionati. Uno in cui giocano da soli contro loro stessi e alla fine vincono tutti tutto e uno senza Juventus.
Carmen: Nessuna piaga. Fornisce spunti alla migliore (e pure alla peggiore) arguzia napoletana. Mi pare svolga una fondamentale funzione, stimola la creatività, rivivifica la vocazione satirica della città.

Bambini che piangono

Gianni: L’arbitro, in generale, è un problema?
Marianna: Se sei juventino no, se non sei juventino sì.
Carmen: Sì.

Gianni: Che succede in zona centro storico quando il Napoli segna?
Marianna: Mio figlio piange.
Carmen: È l’apoteosi della partita non guardata. Non solo sei aggiornato sul risultato, ma in realtà dopo un po’ fai l’orecchio anche per le manifestazioni sonore relative a momenti minori: il calcio di punizione in area, un calcio d’angolo, un rigore dato o non dato o addirittura subìto (per farvi capire che un pochino ne so). È una specie di partitura urbana. Puoi continuare a leggere comodamente a casa, e poi intervenire con cenni puntuali e pertinenti nell’unica grande conversazione a cielo aperto che si svolgerà il giorno dopo.

Grazie.

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  1. Enrico Pessina 23 marzo 2017, 15:06

    La definizione di Sarri come uno che vorrebbe fumare di più è geniale.
    Tanto di cappello per l’utilizzo di “poeta” al femminile, in luogo di poetessa.

    • Gianni Montieri 23 marzo 2017, 15:10

      grazie Enrico!

    • la poeta? ma veramente fate? ma perché le politiche di uguaglianza e integrazione di genere, sacrosante, devono passare sempre attraverso lo stupro della lingua italiana?

      • Enrico Pessina 23 marzo 2017, 19:53

        Ogni lingua è (necessariamente) mutevole e (perennemente) in divenire.
        “Una norma grammaticale perde ogni significato se la comunità dei parlanti cessa di considerarla vincolante o almeno propria dell’uso più prestigioso.
        Da questa premessa discende una conseguenza: è inevitabile che un processo linguistico in fieri, come il riassestamento maschile-femminile nei nomi professionali, sia presentato in modo diverso dalle varie “fonti di lingua”, che riflettono l’obiettiva oscillazione dell’uso reale. Per il prof. Malesci, che richiama un noto opuscolo ufficiale del 1987 (le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, compilate da Alma Sabatini) il futuro è delle forme femminili: la ministra, l’avvocata, la soldata. Può darsi che egli abbia ragione.”
        Tratto da Accademia della Crusca, 30.9.2002 (cioé 15 anni fa).
        Naturalmente, tutto è opinabile.
        Cordialità.

        • Gianni Montieri 23 marzo 2017, 20:44

          purtroppo si dice la Poeta, ha ragione Enrico, possiamo andare avanti senza metterci a fare polemica sotto una cosa divertente?

          • e quindi, siccome niente è più serio delle cose divertenti, tornando a ‘o pallone, dobbiamo dire la calciatore, la calciatora, o la calciatrice?

          • Gianni Montieri 24 marzo 2017, 8:39

            al momento pare la calciatrice, ma stamme sott’ ‘o ciel’ nu se po maje sapé 🙂
            (si scherza eh, grazie)

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