I sette gol fermano il lamento che era ripartito dopo Napoli-Palermo

Il rimpianto per Gabbiadini, il tiro a Insigne (come in precedenza a Reina). E invece questo Napoli è forte, ha il solo limite (per i tifosi) di non aver vinto ‘o scudetto

I sette gol fermano il lamento che era ripartito dopo Napoli-Palermo
La gioia dei calciatori del Napoli dopo il settimo gol, con l'abbraccio tra Insigne e Mertens (Cuomo)

Una settimana di dubbi

Una settimana iniziata con i dubbi sulla mentalità vincente del Napoli e sul presunto fallimento dell’ennesima prova di maturità. Settimana culminata con il rimpianto social nei confronti di Gabbiadini subito dopo il suo primo gol in Premier League dopo appena 12 minuti dal suo esordio.

Come se il Napoli non avesse già superato altre prove di maturità nel recente passato (vittoria esterna decisiva con il Benfica tanto per ricordarne una) e come se Gabbiadini fosse andato via da Napoli accompagnato da prestazioni straordinarie, e quasi che la sua cessione fosse stata attuata dalla società in nome di un neo-papponismo teso a guadagnare un po’ di soldi.

Invece Bologna-Napoli è diventata la partita in cui il Napoli ed i suoi giocatori hanno risposto a tutte le critiche, troppe volte sussurrate ad alta voce, e attraverso i Social Network, dai propri tifosi.

Insigne e Reina

Basta poco ai calciatori del Napoli per essere considerati “non da Napoli”.

Come ad esempio Lorenzo Insigne, mortificato dalla pubblicazione in ogni spazio disponibile del web del fotogramma che lo immortala nel momento inglorioso del gol mancato contro il Palermo.

Oppure Pepe Reina, spesso identificato come causa di tanti punti persi. Dimenticando però tante sue parate decisive (che restano comunque il suo compito principale), ma soprattutto sottovalutando i suoi tanti interventi da difensore aggiunto e le tante ripartenze avviate dalle sue mani o dai suoi piedi, tanto da trasformarlo nell’undicesimo giocatore di movimento di questa squadra.

Però il Napoli di Bologna si è anche divertito a fare due conti con il suo passato recente e con la sua storia.

Il mai rimpianto Donadoni

Tanto per cominciare, con l’ex allenatore del Napoli Roberto Donadoni che due anni fa, al termine di un pareggio avvelenato tra Parma e Napoli, fu definito da buona parte dei media “un uomo tutto di un pezzo”, o “un uomo d’altri tempi” solo per aver lanciato accuse ignobili sul Napoli (poi subito ritrattate).

L’uomo “tutto di un pezzo” esce dal campo a pezzi e con le orecchie basse. Credo che il Napoli, tra lo 0-6 dello scorso anno e l’1-7 di ieri resterà tra i suoi peggiori incubi a lungo.

Seppellito Donadoni, in verità mai rimpianto, il Napoli torna ad avere, almeno per una notte, un suo calciatore in testa alla classifica cannonieri. Giusto per provare a seppellire il ricordo di Higuain che spesso torna come argomento di discussione tra i tifosi del Napoli dopo qualche partita andata male, e soprattutto come calciatore simbolo di chi critica la politica societaria e il calciomercato di quest’estate.

Il Napoli impara dai suoi (pochi) errori

E Mertens capocannoniere ridimensiona immediatamente anche il rimpianto di giornata per Gabbiadini.

Tutto questo in una serata in cui il Napoli ha subito l’espulsione del suo calciatore più continuo, ed ha giocato la sua ennesima partita senza un centravanti di ruolo.

E tanto per seppellire qualche altro ricordo più remoto, è giusto ricordare che una vittoria per 7-1 in trasferta, pur se favorita da enormi errori tattici del Bologna, costituisce il record assoluto per il Napoli.

Così come i 55 gol in 23 partite. E le sei vittorie in trasferta su 11 partite non erano così normali neanche ai tempi del (fin troppo) rimpianto Ferlaino.

Nel frattempo il Napoli impara dai suoi (pochi) errori. Questa partita così cinica nasce sicuramente dalla rabbia per il pareggio casalingo contro il Palermo. Ma soprattutto dal ricordo della sofferenza recente in casa del Milan, partita che poteva finire con un risultato molto vicino a quello di ieri sera se Mertens non avesse clamorosamente sbagliato il gol del 3-0.

Gimondi, senza mai mollare, riuscì a battere Merckx

Purtroppo il Napoli in questi anni non ha vinto ‘o scudetto, quel titolo mancante che sminuisce agli occhi dei suoi tifosi tutto ciò che di buono l’intero mondo calcistico riconosce al Napoli. L’aver incontrato un’avversaria “cannibale“, come la Juventus di questi ultimi anni, ha reso tutto il resto del calcio italiano più piccolo, quasi insignificante.

E cannibale per cannibale, un paragone ciclistico (che piacerebbe tanto a Sarri) ci ricorda che nello sport può capitare anche che un Gimondi si possa trovare un Eddy Merckx sulla sua strada.

Però, senza mai mollare e standogli sempre addosso, riuscire a batterlo in un campionato del mondo…

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