Omicidio Ciro Esposito / Più che complotto, c’è l’esigenza di rimuovere le responsabilità del 3 maggio

Pubblichiamo stralci di un articolo di Ugo Maria Tassinari pubblicato su fascinazione.info a proposito dei fatti del 3 maggio, delle accuse di complotto sollevate dalla zio di Ciro e sulla volontà di coprire le responsabilità dell’ordine pubblico. La versione integrale dell’articolo la trovate qui.  

(…) Daniele De Santis non è un pezzo di destra eversiva ma per anni è stato uno dei perni di uno snodo fondamentale, quello che connetteva la Destra di Palazzo e il Campidoglio con la “piazza nera”. 


Così non esiste un complotto (cioè un progetto a tavolino che a priori organizza una catena di eventi connessi) ma una oggettiva (e talvolta soggettiva) convergenza tra diverse forze in campo, che esprimono interessi a volte contrapposti, e finiscono per produrre un effetto valanga che si è manifestato nelle ultime settimane: dal divulgazione del rapporto Racis e della tardiva scoperta dei medici di Viterbo per finire con l’arresto di Genny ‘a carogna. (…)

 

Non c’è complotto, quindi, a mio avviso, ma certamente un punto di convergenza sull’esigenza di rimuovere le gravi responsabilità del Viminale e quindi del governo per la tragedia del 3 maggio. E quindi si trasforma in vittima De Santis (sul suo ruolo diretto io ho espresso obiezioni in altro modo motivate), si tutela la privacy degli altri indagati (legittimando così i pissi pissi bao bao che parlano di un figlio di papà eccellente), si enfatizza il ruolo dei napoletani e dello stesso Ciro prima nella rissa (ma se De Santis era isolato e gli altri erano già lontani perché contestare il reato di rissa?) e poi negli incidenti prima della partita agli ingressi dell’Olimpico. La campagna dell’odio antinapoletano, che ha già terreno fertile (vedi la gestione della stampa mainstream sul caso Bifolco), attecchisce facilmente su questa corrente e la trasforma in un fiume in piena. 

E quindi, fermo restando il dissenso motivato, va mantenuta alta la guardia contro la criminalizzazione di Napoli e dei napoletani. Ci vediamo venerdì pomeriggio a piazza Dante, alla manifestazione per Ciro.
Ugo Maria Tassinari