Otto anni di Daspo alla “Champions, beers and girls”
Studi scientifici dimostrano che troppo calcio fa male. Stando allo studio dell’Università di Lancaster appena pubblicato dal Guardian, in coincidenza con la Coppa del Mondo nel Regno Unito è previsto un vero e proprio boom delle violenze domestiche. L’analisi – basata sulle edizioni del 2002, 2006 e 2010 – rivela che in occasione dell’evento internazionale le violenze aumentano di circa il trenta percento. Esattamente del 38 in caso di sconfitta dell’Inghilterra e “solo” del 26 in caso di vittoria. Cosa sia successo oltremanica sabato notte, dopo il gol di Balotelli agli inglesi, l’Università di Lancaster non lo dice. In Italia non serve aspettare i Mondiali per dare il peggio di sé. Durante la finale del campionato Berretti giocata a Terni lo scorso 31 maggio tra la squadra di casa e il Torino è scoppiata una rissa che ha coinvolto tifosi, giovani giocatori della Ternana e genitori. A quanto pare il motivo scatenante sarebbe stata la decisione della società umbra di far giocare la finale anche a qualche elemento della Primavera. Da qui la contestazione dei giovani calciatori ternani, sostenuti dai rispettivi padri, e la reazione della tifoseria, solidale invece con la società. Per otto persone è scattata la denuncia a piede libero e sono state avviate le procedure per il Daspo. Il bello è che anche chi potrebbe (dovrebbe) dare il buon esempio non lo fa. Franco Lerda, ex attaccante del Torino, meteora nel Napoli di Boskov e attuale allenatore del Lecce, ha perso la testa al termine della concitata finale playoff per la B persa domenica scorsa dai salentini contro il Frosinone. Al fischio finale, il tecnico piemontese ha sfogato la rabbia prendendo a calci e pugni giocatori e tifosi avversari, meritandosi una squalifica di sei mesi dalla Commissione Disciplinare della Figc. Curiosa la giustificazione del tecnico: “Ho sbagliato, ma ho avuto paura che mi aggredissero e mi facessero la pelle. In questi casi o scappi o ti difendi”. Legittima difesa insomma.Altre volte sull’applicazione del Daspo ci sarebbe da discutere. A Vicenza un tifoso trentenne è stato condannato a 18 mesi di reclusione e 8 anni di Daspo, per aver ferito una ragazza con un fumogeno. Niente di strano visto che il soggetto in questione era già stato sospeso dalle manifestazioni sportive per aver preso parte agli scontri con il Padova. La cosa curiosa è che l’ultimo episodio non è avvenuto in uno stadio, ma alla “Champions, beers and girls”, una sagra locale. Carlo Maria Mielemondocalciomagazine.itfacebook.com/mondocalciomagazine@mondocalcioblog