Al via gli Europei di calcio, la festa è cominciata

La festa è cominciata. La cerimonia d’apertura allo stadio di Varsavia, con le coreografie del veneziano Marco Balich, 800 figuranti e le musiche di Chopin, ha dato il via alla quattordicesima edizione degli Europei di calcio prima del match tra Polonia e Grecia, sfida inaugurale del Campionato. E’ stata una cerimonia garbata, breve (12 minuti), molto colorata sotto gli occhi di Michel Platini, presidente dell’Uefa.

A dispetto della crisi mondiale, delle borse che vanno giù, dello spread e delle politiche del rigore, gli Europei del calcio, iniziati con le prime due partite in Polonia (a Varsavia e Breslavia, meglio conosciuta come Wroclaw), hanno incassato 1355 milioni di euro, fra diritti televisivi, sponsor e proventi vari, e metteranno in palio un monte-premi di 196 milioni per le nazionali partecipanti (24,8 alla squadra che si laureerà campione, un milione più che in passato a chi arriverà terzo, un milione per ogni vittoria), più 100 milioni divisi fra le sedici finaliste come premio-presenza.

Una macchina da soldi, ha detto un dirigente Uefa. L’utile finale è previsto in circa 300 milioni per la federazione europea che ha però sostenuto ingenti spese per aiutare Polonia e Ucraina ad organizzare il Campionato. In campo andranno squadre valutate a peso d’oro. Quattro soli giocatori dell’Olanda (Robben, Sneijder, Van Persie e Huntelaar) sono quotati 120 milioni di euro. L’Italia vale, come minimo, 250 milioni di euro, ma si tratta di una delle nazionali più vecchie (un terzo della “rosa” è sopra i 30 anni). La Spagna, campione d’Europa e del mondo, ha un parco-giocatori valutato oltre i 300 milioni. Se c’è crisi nel calcio è solo per la difficoltà dei trasferimenti viste le quotazioni dei giocatori.

Ecco perché la “vetrina” di questi Europei sarà fiammeggiante di assi, però difficilmente avvicinabili. Un top-player non costa meno di 30 milioni e, se scendono in campo gli sceicchi, che sono sempre più i nuovi padroni del calcio europeo, la quotazione del milanista Thiago Motta, certamente il miglior difensore centrale del mondo, arriva a 50 milioni, tanto per fare un esempio. Robin Van Persie, il gioiello olandese dell’Arsenal, giunto alla soglia dei trent’anni, ha come valutazione-base 30 milioni, contenuta per via dell’età, e un ingaggio di 7 milioni l’anno. La Juventus sarebbe pronta a fare pazzie.

Il governo polacco (Polonia e Ucraina sono i Paesi organizzatori) ha investito 24 miliardi di euro per le infrastrutture legate al Campionato, non solo per i quattro stadi di Varsavia, Danzica, Wroclaw e Poznan. Lo stadio di Varsavia (50mila spettatori) è stato costruito proprio per gli Europei. Quello di Danzica (40mila spettatori), dove domenica pomeriggio l’Italia debutterà contro la Spagna, è stato inaugurato l’anno scorso. Non si conoscono, nei dettagli, le spese sostenuta dall’Ucraina, ma sugli stadi (tutti ristrutturati) non si è svenata. Lo stesso stadio della finalissima, a Kiev (60mila spettatori), è un vecchio impianto rimesso a posto. Le economia dei due Paesi organizzatori non sono floride, tutt’altro, vacillano anch’esse sotto i colpi della crisi mondiale, ma Polonia e Ucraina puntano a ricavare dagli Europei un ritorno di immagine.

Europei di tante stelle, ma sono stelle fredde. I campioni migliori non si muoveranno dai loro club, blindati da clausole varie, e per quelli in uscita ci sono pretese da far rimanere gelati. Perciò questi ricchissimi Europei faranno poco calciomercato e saranno piuttosto il palcoscenico dei giovani talenti, dal costo non ancora esagerato. Comunque vada, sarà un successo, tanto per usare una frase fatta. Sono stati venduti tutti i biglietti per le 31 partite del torneo, dai gironi alla finale. Per il match decisivo, quello dell’1 luglio che concluderà la competizione, è prevista una platea televisiva di 250 milioni di spettatori.

Si giocherà con un nuovo pallone Tango, l’ennesimo prodotto della Adidas che ha l’esclusiva per la fornitura di palloni sia per gli Europei che per i Mondiali. E, naturalmente, dopo il successo del polpo Paul, i cui “pronostici” segnarono l’andamento degli ultimi Mondiali in Sudafrica, Polonia e Ucraina hanno sfoderato i loro animali delle previsioni. La Polonia presenta una elefantessa dello zoo di Cracovia, Citta, che pare avesse previsto la vittoria del Chelsea nella Champions. L’Ucraina, forse per farsi perdonare la strage di randagi che ha fatto notizia in tutta Europa, porta alla ribalta il furetto Fred, una sottospecie della puzzola, animale domestico dei Paesi del nord-Europa. Non si conoscono ancora i responsi dell’elefantessa e del furetto.

Quelli dei bookmaker, invece, hanno indicato da tempo la Spagna e la Germania come favorite di questa quattordicesima edizione degli Europei che la Germania ha vinto già tre volte (1972 in Belgio, 1980 in Italia, 1996 in Inghilterra) e la Spagna due (1964 in casa, 2008 in Austria e Svizzera). L’Italia vanta il lontano titolo europeo del 1968 favorito da una monetina compiacente nella semifinale di Napoli contro l’Urss che proiettò la nazionale azzurra verso la finale di Roma, giocata due volte e vinta. I tedeschi hanno nel centravanti del Bayern, Mario Gomez, pronosticato capocannoniere del torneo, l’arma che forse manca agli spagnoli (che si affidano ai gol di Torres, Pedro e Llorente). Le sorprese potrebbero venire dalla Russia, dal Portogallo di Cristiano Ronaldo, dalla Svezia di Ibrahimovic.

Dai quattro gironi eliminatori passeranno ai quarti di finale le prime due di ogni gruppo. L’Italia dovrebbe passare insieme alla Spagna nel girone che comprende anche l’Irlanda di Trapattoni e la Croazia. Il gruppo più duro è quello di Germania, Olanda, Portogallo e Danimarca. La Francia e l’Inghilterra dovrebbero prevalere nel loro girone (Ucraina e Svezia le altre due nazionali). La Russia dovrebbe avere ragione dei suoi avversari (Polonia, Grecia e Repubblica ceca) tra i quali è difficile prevedere la seconda qualificata.

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