Thomas da settembre a maggio a Napoli, poi in Argentina

Si sa che i figli ti riempiono la vita e ti danno la forza per affrontare le difficoltà che può riservarti perché – se e quando le cose non vanno come ti aspetti – pensi a loro e trovi la forza interiore per rigenerare le tue capacità e stimoli per superare le avversità.

Non so se il Pocho si riferisse a questo quando ha dichiarato che da quando il figlio è a Napoli gli porta bene. Sicuramente è un dato di fatto che la condizione, la maturità e la sua crescita stanno toccando livelli mai visti fino ad ora. La lacuna della poca vena realizzativa che a qualcuno appariva come un limite per considerarlo un campionissimo sembra sia stata colmata.

Se questo è legato anche alla possibilità di avere vicino il figlio tanti si staranno augurando che il piccolo Thomas possa vivere a Napoli insieme al papà.

Senza mischiare il sacro con il profano, dove il sacro sono le esigenze, i bisogni e le migliori condizioni per consentire una sana crescita al bambino che vengono prima di ogni cosa, vorrei dire al piccolo Thomas di prendere in considerazione l’idea di venire a vivere per nove mesi all’anno con il suo papà.

So bene, caro Thomas, che non dipende da te e che ci sono cose altrettanto importanti per te come quello di essere vicino a mamma Debora e ci perdonerai se noi ci auguriamo che tu possa vivere qui senza sapere se per la tua crescita sia la migliore soluzione.

Ma vedi, noi siamo innamorati del tuo papà e quando prende la palla, in qualunque zona del campo si trovi, in tanti di noi scatta una strana sensazione che in molti chiamano adrenalina perché convinti che può succedere qualsiasi cosa.

E’ una sensazione che poche volte accade di vivere per un giocatore e noi, qui a Napoli, in 86 anni di calcio l’abbiamo vissuta solo per sette anni per un tuo connazionale.

Chi scrive sicuramente è poco obbiettivo essendo uno di quelli che non cambierebbe il tuo papà neanche per Messi.

Non so se il nostro augurio che tu possa venire a vivere qui a Napoli con il tuo papà, magari dal mese di settembre fino alla fine di maggio (che sono sì i mesi in cui si svolge il campionato ma sono anche quelli di un intero anno scolastico), si potrà realizzare.

Ma di una cosa sono certo: se deciderai di farlo, stai sicuro che, con il tuo papà in campo, non sarai costretto, come Filippo, a cambiare scuola.

Infine, caro Thomas, tu non lo sai ma contribuirai a risolvere, su queste pagine, un vecchio conflitto tra molti di noi e una persona a cui vogliamo molto bene perché ha ideato questo spazio che si chiama Il Napolista e che dedica molte ore del suo tempo libero, insieme ad altri, per portarlo avanti. Questo Napolista sostiene che il tuo papà è un bel giocatore ma non è un campionissimo perché non “vede” la porta e, ogni tanto, ci scrive articoli “provocatori” per sostenere la sua tesi.

Tanti di noi gli rispondono per le rime, tuttavia finora non siamo riusciti a farlo ravvedere. Ma se tu verrai a vivere qui consentendo al tuo papà di segnare ancora di più, lui non potrà che capitolare.

Sappi anche che se dovessi decidere di rimanere in Argentina e venire a Napoli solo ogni tanto per noi non cambierebbe nulla e che continueremo ad amare il tuo papà e chi scrive continuerà a preferirlo a Messi per tutta la vita.

Peppe Napolitano

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