Zidane, in Francia lo considerano il Messia ma So Foot avverte: “L’effetto non durerà in eterno”
"Quasi inquietante il modo in cui viene venerato. Dovrà ancora misurarsi con Euro 2028, lì sarà il vero banco di prova", scrive So Foot.

Db Parigi 02/10/2026 - Nations League / Francia-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Zinedine Zidane
Zinedine Zidane ha disputato le prime quattro partite, in Nations League, sulla panchina della Francia. Tre vittorie e un pareggio (contro l’Italia). C’è tanta euforia per lui nel Paese transalpino da parte dei tifosi. Ma So Foot avvisa: “Va tutto benissimo. Godiamocela, perché non durerà“.
Il bilancio su Zidane ct della Francia dovrà attendere ancora un po’
So Foot scrive:
Chi ha avuto la fortuna di assistere a una delle quattro partite della Francia durante questa finestra internazionale ha potuto rendersene conto: la nomina di Zinédine Zidane alla guida della nazionale è stata accompagnata da un’euforia tipica dei grandi momenti della storia dello sport. A ogni piccolo gesto, a ogni reazione, persino a ogni battito di ciglia o grattata di testa, lo stadio ha fatto esplodere i decibel. Detto questo, nell’idolatria che circonda il ct si potrebbe trovare qualcosa di quasi inquietante.
Per quanto sia stato un giocatore leggendario e sia un allenatore di talento, resta innanzitutto un uomo, le cui stravaganze non hanno mai figurato tra le qualità principali, e preferisce mettere in primo piano ciò che conosce meglio – la verità del rettangolo verde – invece di moltiplicare dichiarazioni interminabili e discorsi infiammati. Una differenza sostanziale rispetto a Jürgen Klopp, ma i due hanno comunque in comune il fatto di essere stati attesi come il Messia sulla panchina delle rispettive nazionali.

Il percorso sarà lungo verso Euro 2028, ci sono state numerose lacune in difesa, sottolinea il portale francese, specialmente contro l’Italia. Tutto sommato, però, le prestazioni sono state positive.
So Foot conclude:
“L’effetto Zidane che non durerà in eterno”, un realismo tutto francese. Perché? Perché sarà proprio nelle difficoltà – e dunque nelle sconfitte – che il ct avrà l’occasione di rivelare pienamente il proprio potenziale e di liberarsi di quell’immagine un po’ ingenua che lo circonda, nel senso che il grande pubblico è ancora lì ad ammirare una personalità estremamente simpatica, ma che non si è ancora davvero confrontata con la parte più dura del suo nuovo mestiere. Sarà dunque dopo il verdetto di quel giudice di pace che è l’Europeo del 2028 che sarà possibile tracciare un primo vero bilancio dell’esperienza di Zidane alla guida della Francia.