Viva Hojlund, con quella manata a Jesus ha difeso non solo Ronaldo ma i sogni di tanti ragazzini
Jesus sta a Ronaldo come Totti a Spalletti. Ma Rasmus ha fatto giustizia dei sogni infranti. Ha fatto prevalere il ragazzino sul professionista. Quel gesto è il frutto di tanti pomeriggi passati a imitare CR7. L'amore non ha prezzo e i supereroi non si maltrattano

Mg Genova 07/02/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund
È stata una scena meravigliosa quella andata in scena ieri sera al termine di Danimarca-Portogallo 2-4. Il ct del Portogallo Jorge Jesus si è avvicinato a Hojlund – autore di uno splendido gol, quello del momentaneo 2-2 – e gli ha stretto la mano. Il danese ha ricambiato, probabilmente sovrappensiero. Senza farci troppo caso. Poi, il tecnico ha fatto quasi per abbracciarlo e il centravanti danese lo ha allontanato, gli ha messo una mano sul petto come a spingerlo via. Per la serie “te non ti abbraccio”. Gli ha anche imbruttito, come dicono a Roma. Come ti permetti?
I supereroi non si maltrattano
Jesus è il ct che ha provocato la fine della storia – ormai consumata – tra CR7 e la sua Nazionale. Jesus sta a Ronaldo come Totti a Spalletti. CR7 ha lasciato il ritiro e se n’è andato. Fine della sua storia con la Nazionale. Jesus è rimasto a esprimere i concetti che esprime ogni allenatore: le regole sono uguali per tutti e bla bla bla. Ha fatto scaldare Cristiano e poi non lo ha mandato in campo. In conferenza ha tenuto il punto e ha dichiarato che lo avrebbe utilizzato quando ne avrebbe avuto la necessità.

Un affronto insopportabile. Non solo per il portoghese. Ma anche per Hojlund. Che è cresciuto con i gol di CR7. Che si è innamorato del calcio grazie a Ronaldo. E che di fronte al tecnico che ha maltrattato il suo eroe, non ha saputo nascondere il proprio disappunto. Hojlund ha riprodotto la magia del calcio. La poesia ha preso il sopravvento sui contratti e sui bonus. Come ti sei permesso, signor Jesus?
Il gesto di Hojlund è un’incursione infantile tra i professionisti
Quella mano sul petto. Quella spinta ai danni del ct è un gesto che non rivedremo più nel calcio. È un’incursione infantile nell’universo dei professionisti solo Iban e conto corrente. Il tecnico portoghese lo ha definito un ragazzino. E sì, Rasmus ha fatto il ragazzino, orgoglioso di esserlo. In quel momento era l’adolescente che cercava di imitare CR7, che aveva il suo poster nella stanza. Che, se avesse potuto, avrebbe messo le mani addosso al ct. Più di quel che ha fatto.

Impossibile non amarlo. Da oggi guarderemo Hojlund con occhi diversi. Ha difeso il calcio. Ha difeso la sua passione. I sogni suoi e di centinaia di migliaia di ragazzini cresciuti nel mito di CR7. Al momento, signor Jesus, ci si ricorda di lei quasi esclusivamente perché è il ct della rottura con Cristiano Ronaldo. Non le piacerà ma tutto questo passa sopra i tanti campionati vinti: col Benfica, con lo Sporting, col Flamengo, in Arabia Saudita. Sarà la storia a dire se sarà ricordato anche per altro.