Sarri: “Lasciare la Premier per la Juve? Forse è stato un errore”

Prima della sfida di Conference con il Pafos ritrova David Luiz, che lo aveva avuto al Chelsea: "Lo ricordo con grande affetto e lo ricordo come un grande giocatore".

Sarri: “Lasciare la Premier per la Juve? Forse è stato un errore”

Db Napoli 22/02/2016 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri

Tra Sarri e la Juve non è mai stato amore, e adesso arriva anche il rimpianto. L’allenatore dell’Atalanta ha parlato a Sky Sport prima del debutto in Conference League contro il Pafos, la squadra di David Luiz. Il difensore brasiliano lo aveva avuto al Chelsea nella stagione 2018-19, l’unica di Sarri in Inghilterra, chiusa con la vittoria dell’Europa League. Poi Sarri scelse la Juventus. Gli hanno chiesto se si sia mai pentito di aver lasciato Londra, visto come andò a Torino dopo una sola stagione. La risposta è stata breve:

“A Torino abbiamo vinto. Lasciare la Premier è stato forse un errore”.

Sarri, la Juve e lo scudetto senza ricordi

A Torino Sarri vinse lo scudetto, l’ultimo della serie di nove della Juventus, e fu esonerato dopo l’eliminazione in Champions con il Lione. Non è la prima volta che ne parla con distacco. A settembre aveva detto di non avere grandi ricordi dell’esperienza alla Juve. Ora aggiunge che forse non avrebbe nemmeno dovuto andarci.

L’abbraccio a David Luiz

David Luiz, alla vigilia, aveva speso parole affettuose per il suo vecchio allenatore. Sarri ha ricambiato:

“Gli dirò quello che lui sa già: lo ricordo con grande affetto e lo ricordo come un grande giocatore. Ma, al di là del giocatore, ciò che mi ricorderò per sempre è la persona e il ragazzo”.

L’Atalanta e l’umiltà

Sulla partita, Sarri ha spiegato di averla preparata in fretta, a meno di 48 ore dalla precedente:

“L’abbiamo preparata velocemente. È chiaro che eravamo a meno di 48 ore dalla partita precedente e quindi l’allenamento doveva essere per forza di dose ridotta: stamani abbiamo fatto solo 30-35 minuti. L’abbiamo preparata velocemente e mi aspetto una partita difficile, come ho detto ieri. Mi aspetto avversari tecnici che dobbiamo cercare di mettere in difficoltà. La difficoltà principale è quella di rimanere umili, visto che ieri ho evocato questo concetto: come si diceva ieri, l’umiltà nel calcio attuale è forse la qualità mentale più importante, perché ormai le difficoltà ci sono contro chiunque”.

E sulle assenze in difesa e in attacco, con Scamacca, Hien e Scalvini fuori e il Milan in arrivo, ha tagliato corto: “Stasera giriamo con questi quattro e poi valuteremo tutto per il futuro, intanto pensiamo a stasera”.

Il calendario fitto è un tema che a Sarri sta a cuore da sempre: dice sempre le stesse cose. E a Bergamo il clima non è dei migliori: la città ha ancora nostalgia di Gasperini, e lui stesso ha ammesso che dall’esterno i giocatori sembrano confusi. Il rimpianto per Londra, detto adesso, suona anche così.