Sarri dice sempre le stesse cose: “Il calcio moderno è tre partite in sei giorni, questo non mi fa impazzire”
Sarri alla vigilia di Atalanta-Pafos di Conference: "In Italia il livello medio delle squadre considerate medio-piccole si è elevato in maniera esponenziale, e lo stesso è successo in Europa"

Dopo la vittoria contro il Venezia, l’Atalanta giocherà domani in casa in Conference League contro il Pafos. Maurizio Sarri ha tenuto la consueta conferenza stampa della vigilia.
Sarri: “A Carnesecchi non perdonerò mai nulla, perché può fare la differenza”
Ecco le parole del tecnico toscano riportate da alfredopedulla.com:
“Come la stiamo preparando e come la prepareremo: per il momento abbiamo fatto soltanto, ieri mattina, un po’ di scarico per chi ha giocato e un allenamento per chi non ha giocato, ma la preparazione della partita deve ancora cominciare. È il calcio moderno, è questo: se fai tre partite in sei giorni, è chiaro che il tempo per preparare le partite praticamente non esiste. Se ti posso dare la mia opinione personale, non è un calcio che mi fa impazzire: la penso un po’ come le nostre curve”.

Il Pafos:
“Mi aspetto la classica partita europea, una partita difficile. Bisogna prendere atto di certi cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi: in Italia il livello medio delle squadre considerate medio-piccole si è elevato in maniera esponenziale, e lo stesso è successo in Europa. Come si è visto anche dai risultati di ieri, anche squadre che arrivano da Paesi meno considerati sono diventate pericolosissime. Il Pafos è una buona squadra, viene da una buona Champions giocata l’anno scorso e mi sembra abbia fatto addirittura i playoff per entrare negli ottavi di finale. È una squadra di valori tecnici, piena di giocatori brasiliani e portoghesi che hanno ottime qualità, e saranno partite che dovranno essere anche di sofferenza”
De Ketelaere:
“Negli ultimi tempi in nazionale ha giocato più accentrato e si è trovato piuttosto bene: quindi, visto che stavamo provando anche quest’altro modulo, ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione di campo”.
“Il problema è che non lo posso far giocare in mezzo al campo. Sicuramente è anche uno dei giocatori di personalità, lui è uno di questi. Ed è uno di quelli a cui io non perdonerò mai niente, perché secondo me ha le potenzialità per fare la differenza, e io pretendo che la faccia. Ha le spalle larghe per reggere questa responsabilità, sicuramente: quindi penso che per lui, e lo sto dicendo qui davanti a lui, non sia assolutamente un peso, ma soltanto uno stimolo”.