Mourinho: “In settimana casi enormi come il City o Ronaldo, ridicolo si parli di Mbappé”

"Mbappé giocherà. Non sarà nemmeno in panchina. Sono sicuro che non sia venuto meno ai suoi obblighi nei confronti del Real Madrid. Vini merita di essere aiutato"

Mourinho: “In settimana casi enormi come il City o Ronaldo, ridicolo si parli di Mbappé”

Jose Mourinho, head coach of Real Madrid CF, speaks during a press conference ahead of the LaLiga EA Sports football match against Real Sociedad at Ciudad Real Madrid in Madrid, Spain, on August 25, 2026. (Photo by Alberto Gardin/NurPhoto) (Photo by Alberto Gardin / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

José Mourinho, tecnico del Real Madrid, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Villarreal, prossimo avversario del Napoli in Champions League.

Sul Villarreal dopo la sosta. “È un avversario complicato, da Champions League. Gioca molto bene e non ha ancora i punti che, secondo me, finirà per avere. Dopo aver perso l’ultima partita, abbiamo bisogno di conquistare i tre punti.

Non è stato facile. Siamo rimasti qui con cinque giocatori, mentre gli altri sono rientrati dopo aver disputato l’ultima partita con le rispettive nazionali e dopo i pochi giorni di riposo che siamo riusciti a concedere loro“.

Mou difende Mbappé

Mbappè

Su Mbappé e le polemiche che l’hanno travolto. “In realtà, nelle ultime settimane pensavo che ci fossero già abbastanza casi concreti nel mondo del calcio di cui parlare… ma a quanto pare non è stato sufficiente. Neppure casi enormi come quello del City o la difficile situazione che riguarda il mio connazionale Cristiano con il suo allenatore. Ci sono così tanti casi che potrebbero alimentare il vostro lavoro, ma evidentemente non è bastato. Il Real Madrid è il Real Madrid e bisogna sempre trovare qualcosa di cui parlare. E’ ridicolo.

Per me un giocatore lo è 24 ore al giorno, e lo ripeto ancora una volta. Se fa qualcosa nella sua vita privata, questa ha sempre delle ripercussioni. Un calciatore rimane sempre un essere umano e può commettere errori, in una situazione o nell’altra… ma deve sempre avere il senso di responsabilità. In questo periodo i giocatori del Real Madrid sono stati esemplari nel loro comportamento professionale. Abbiamo lavorato qui affinché stessero bene. Era tutto perfettamente organizzato e abbiamo monitorato i loro periodi di riposo.

Tutti quelli che sono partiti hanno rispettato le indicazioni. I giocatori infortunati sono venuti a Valdebebas, hanno effettuato gli accertamenti diagnostici e hanno proseguito il loro percorso di recupero.

Per quanto riguarda l’esempio che fate voi con Mbappé, lui è stato qui, ha effettuato gli accertamenti e poi è partito per chiedere un secondo parere, perché ha un problema al ginocchio che non può essere trascurato. Durante il recupero, i cui dettagli non siete tenuti a conoscere, siamo poi entrati nel campo della ricerca di problemi a tutti i costi. Prima c’era la discoteca, che in realtà non era una discoteca nel senso che intendete voi: era un locale di tendenza a Parigi, dove si svolgeva un evento privato. Poi è arrivata la bicicletta in Svizzera, che si trovava in un hotel dove c’erano un paio di biciclette per raggiungere la spa e le aree comuni, in un contesto di assoluta tranquillità. E poi siamo arrivati a casi ancora più insignificanti: il povero Huijsen, che era fermo a casa di Pitarch e stava mandando un messaggio, è stato dipinto quasi come un criminale.

Real Madrid, gli infortuni e la formazione

Volete una storia? Ve la do io. Per la prima volta, a ottobre il Real Madrid non ha giocatori infortunati, se si escludono quelli che si portano dietro problemi dalla stagione precedente. Questa è una bella storia, ma non vi piace“.

Su Diomande e la formazione. “Non voglio dire quale squadra scenderà in campo. Il Real Madrid può giocare con qualsiasi giocatore della rosa, perché abbiamo tanti calciatori di qualità“.

Sul Bernabéu che potrebbe fischiare Mbappé. “La mia speranza è che il Bernabéu sappia essere giusto. Essere giusti significa essere intelligenti: leggere tra le righe e capire le dinamiche, comprendere gli obiettivi. Io vi garantisco una cosa: se un giocatore del Real Madrid non si comporta da giocatore del Real Madrid, viene meno ai propri doveri professionali o ai propri obblighi come cittadino, non lo vedrete in panchina. Non avrete nemmeno la possibilità di fischiarlo. Sarà a casa. Non gli darò l’opportunità di sedersi in panchina. Mbappé giocherà. Non sarà nemmeno in panchina. Sono sicuro che non sia venuto meno ai suoi obblighi nei confronti del Real Madrid“.

Su Konaté, Militao e Valverde. “Fede è in dubbio. Militão, invece, non è in dubbio, perché non ci sarà. Ma vederlo allenarsi e vedere come sta lavorando mi rende felice. Ogni giorno scherzo con lui e con i fisioterapisti, dicendogli: “Giocherai!”. Sapevo che fosse bravo, ma è ancora più forte di quanto pensassi. Non ci sarà né domani né contro la Roma. Ha bisogno di un altro paio di settimane. Mendy è tornato per la prima volta ad allenarsi in campo con noi, mentre Rodrygo è ancora lontano dal rientro. Oggi decideremo come affrontare la partita di domani“.

“Vinicius va aiutato”: l’appello al Bernabéu

Mbappè e Vinicius

Su Vinicius e la meritocrazia. “Meritocrazia, sì, ma bisogna anche lasciare uno spazio, non al nome del giocatore, bensì al momento che sta attraversando. Bisogna capire quale sia il modo migliore per aiutare un determinato calciatore. Quando un giocatore non è in forma, esistono strategie per aiutarlo a migliorare. Una di queste è la meritocrazia pura: se non stai bene, vai fuori. Ma comporta dei rischi. Ci sono giocatori che hanno bisogno di tempo per ritrovare il proprio livello abituale. Quello che mi fa stare male, che mi rende triste, è capire che Vini vuole stare bene, vuole essere il giocatore che vince le partite, quello che fa la differenza. Mi fa male vedere quanto soffra, perché è un ragazzo che, con mia grande sorpresa, si sta dimostrando straordinario e sta lavorando moltissimo per tornare al suo livello.

Dobbiamo continuare a farlo giocare sempre, finché non tornerà in forma? Oppure arriverà il momento in cui dovremo adottare un piano specifico, magari lasciandolo fuori o facendolo partire dalla panchina, per trovare un altro modo di aiutarlo? Io non me la prendo con i veri tifosi del Real Madrid. Li rispetto e basta. Ma mi si spezza il cuore quando vedo un ragazzo come lui, che in questo momento non è il Vini capace di essere un giocatore di un altro pianeta, e mi rendo conto che la gente, influenzata da molti di voi, non lo sta aiutando. Merita di essere aiutato. Vuole davvero tornare a essere quel Vini che ha regalato così tante gioie ai tifosi del Real Madrid“.