Jorge Jesus è un grande allenatore, un allenatore vero. O Ronaldo fa un passo indietro, o lui se ne andrà

Athletic: "Duro, tattico eccellente e un po' vanitoso, Jesus potrebbe essere l’allenatore più sottovalutato degli ultimi vent’anni. Non merita di essere ricordato come la caricatura in questa vicenda"

Jorge Jesus è un grande allenatore, un allenatore vero. O Ronaldo fa un passo indietro, o lui se ne andrà

Portugal's coach Jorge Jesus addresses a press conference in Helsingor, Denmark, on September 30, 2026, on the eve of their Nations League Group A4 match against Denmark. (Photo by Liselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP) / Denmark OUT / DENMARK OUT / DENMARK OUT

Il caso Ronaldo, che sta catalizzando l’attenzione di tutto il mondo calcistico, sta facendo perdere di vista un aspetto fondamentale della questione: il punto di vista di Jorge Jesus, che di certo non può essere ridotto al mero killer della carriera di Cristiano Ronaldo. No, proprio no. Non c’è cartellone che tenga. Ne scrive Athletic

Si legge su Atheltic:

“Se, come ormai sembra inevitabile, Jorge Jesus verrà ricordato soprattutto come l’uomo che ha messo fine alla carriera di Cristiano Ronaldo con la maglia del Portogallo, gli verrà fatto un torto sotto due aspetti ben distinti.

Innanzitutto, non esiste un nesso causale diretto che chiami in causa il commissario tecnico del Portogallo per quanto accaduto questa settimana. Jesus ha fatto infuriare Ronaldo, prima lasciando in panchina il 41enne nella vittoria per 2-1 del Portogallo contro la Norvegia, domenica, e poi rifiutandosi di fare ammenda per la propria scelta.

Ma l’addio di Ronaldo al ritiro della nazionale a Copenaghen, tre giorni dopo, è stato un caso da manuale di autolesionismo, un tentativo deliberato di ergersi a martire. Forse, un giorno, verrà fuori che Jesus stava davvero progettando di spingere Ronaldo giù dalla passerella. Resta il fatto che Ronaldo si è buttato da solo, per una questione di ego.

C’è poi il curriculum di tutto rispetto di Jesus, che non merita di essere reso illeggibile da una gigantesca GIF con l’espressione imbronciata di Ronaldo. Subentrato alla guida del Portogallo a luglio, Jesus potrebbe essere l’allenatore più sottovalutato degli ultimi vent’anni, soprattutto perché i suoi successi sono arrivati ai margini del grande palcoscenico calcistico internazionale. Un tecnico che ha vinto campionati in tre continenti, oltre a una Copa Libertadores, non merita di essere ridotto a una caricatura nella storia di Ronaldo.”

“Un uomo dalla scorza dura”

Athletic ricorda come Jesus sia un uomo dalla scorza dura, un tattico eccellente e, sì, forse anche un po’ vanitoso. Ovviamente, magari non sarà ai livelli di un Conte o di un Mourinho, ma è possibile inserirlo tra i tanti grandi generali del calcio. Non accetta che la sua autorità venga messa in discussione. Emblematica fu la sua prima conferenza stampa alla guida del Benfica, nella quale disse: “I giocatori renderanno il doppio rispetto alla scorsa stagione”. Era il suo primo giorno alla guida di una delle big three del calcio portoghese. Ça va sans dire, il Benfica quell’anno vinse il campionato dopo cinque anni di digiuno.

Al quotidiano Sol, nel 2014, disse: “In un club, solo il presidente può darmi ordini. Nessun altro”. Peculiare il fatto che non si riconosca in nessuna filosofia calcistica. Segue semplicemente una logica tutta sua. Dopo anni di magra, approdò al Flamengo e guidò il gigante brasiliano alla conquista del campionato e della Copa Libertadores. Ovviamente, con un carattere del genere non poteva essere apprezzato da tutti.

Lo screzio con Ronaldo

Cristiano RonaldoOvviamente, non poteva che diventare un caso di Stato e, nonostante l’intervento del primo ministro portoghese, che ha già telefonato a Jesus, a fare un passo indietro dovrà essere Cristiano oppure sarà Jesus ad andarsene. No half measures, nessuna via di mezzo.

La chiosa:

“Pochi mesi dopo aver lasciato il Benfica per la prima volta, Jesus apparve sulla copertina dell’edizione portoghese di GQ. Indossava uno smoking con papillon e faceva un palloncino con una gomma da masticare rosa. Aveva un’aria impertinente, sicura di sé e incredibilmente disinvolta.

Il titolo? Illuminante: quattro parole e un asterisco, sufficienti a riassumere tutta la sua reputazione.

“Con Jesus non si scherza.”