Il buio di Sinner, qualcuno parlerebbe di maledizione di Pietrangeli

È sempre stato iper-protetto dai media italiani, soprattuto sul doping. Come sui social. Oggi non si sa bene cos’abbia. Ebbe anche lo strano malore al Roland Garros. Poiché è un grandissimo, ha comunque vinto Wimbledon. Tutto è cominciato col suo silenzio sulla morte di Pietrangeli

Il buio di Sinner, qualcuno parlerebbe di maledizione di Pietrangeli

Italy's Jannik Sinner wipes his face between the games against Serbia's Novak Djokovic during their men's singles semi-final match on day thirteen of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 31, 2026. (Photo by Martin KEEP / AFP)

Jannik Sinner ha sempre goduto di eccellente stampa. Iper-protettiva per usare un eufemismo. Qualsiasi atteggiamento di Sinner è stato messo nella centrifuga e sottoposto a un intenso lifting: costruzione artificiale di presunta bellezza. Il top si è raggiunto nel corso della tempesta doping, quando c’era una differenza abissale tra il racconto dei media italiani e quello degli stranieri. Sembravano due vicende diverse. Da noi, Jannik era una povera vittima di un sistema malato. Altrove il beneficiario di un trattamento privilegiato che a tutti gli altri era stato negato.

Di Sinner si è parlato pochissimo anche a proposito del suo imbarazzante silenzio sulla morte di Nicola Pietrangeli. Ieri nell’intervista al Giornale ne ha parlato Barbara Ricci Ceo di SportWide Group. Che ha espresso dubbi sullo staff che si occupa della sua comunicazione. Perché Sinner ha toppato sia quando rifiutò l’invito del presidente della Repubblica Mattarella sia in occasione della morte di Pietrangeli che aveva usato anche frasi poco carine nei suoi confronti. Il principio è “chi tocca Sinner, non esiste”. Principio avallato dalle truppe cammellate di Jannik in servizio permanente effettivo sui social e non solo.

Panatta Pietrangeli sinner

Ha comunque vinto Wimbledon

Pietrangeli è morto a dicembre 2025. E da allora per Sinner la parabola si è invertita. Il 2026 è stato nero, da dimenticare, tranne il lampo che vale una vita intera. La vittoria a Wimbledon (pur senza Alcaraz ma non era colpa sua). Che equivale al coronamento di una carriera, senza dubbio. Jannik lo ha vinto per la seconda volta di fila. È nella storia del tennis. E per sempre lo sarà. Così come ovviamente è per ampio distacco il miglior tennista italiano di sempre.

Per qualsiasi altro tennista la vittoria a Wimbledon avrebbe reso indimenticabile il 2026. Ma per lui è diverso. Sinner di Slam ne ha già vinti cinque. Ha vinto tre Slam su quattro e il Roland Garros gli è sfuggito in una partita maledetta in cui ha avuto tre match-point contro Alcaraz. Sinner è numero uno del mondo. Sinner era un predestinato e stava iscrivendo il proprio nome nella storia di questo sport.

Sinner

Il misterioso malore a Parigi

Poi, qualcosa è cambiato. La sconfitta in semifinale in Australia, contro Djokovic, sembrava un incidente di percorso. Ha ripreso a vincere tutto, come una schiacciasassi. I trionfi a Indian Wells, Miami, Montecarlo, la riconquista del trono del numero uno mondiale. E ancora: Madrid, Roma. Parigi sembrava una cavalcata trionfale, anche perché nel frattempo Alcaraz si era fermato per problemi al polso. E invece la prima avvisaglia è arrivata proprio al Roland Garros. Stava prendendo a pallate Cerundolo quando, improvvisamente, gli si è spenta la luce. Ovviamente nessuno sa cosa sia successo: il mistero è una costante di Sinner. Fatto sta che stava prendendo a pallate l’argentino: 6-3 6-2 5-1. Ha finito col perdere 7-5 e poi 6-1 6-1. Esami, controesami, analisi. Non si sa cos’abbia avuto.

Da quella partita, Sinner gioca un solo altro torneo: Wimbledon. E basta. Non disputa una partita ufficiale dalla finale vinta contro Zverev il 12 luglio. Non ne giocherà più fino a fine anno. Sei mesi di stop per una non meglio specificata tendinopatia al ginocchio. Qualcuno la chiamerebbe maledizione di Pietrangeli.