Buonfiglio e il conflitto d’interessi col figlio direttore commerciale di Kings League Italia
Scrive la Gazzetta: cavillo per cavillo, allora i conflitti d'interessi valgono tutti. Il figlio di Buonfiglio si è scontrato più volte con la Lega Dilettanti

Dc Roma 04/05/2026 - Il Presidente della Repubblica incontra la Nazionale Italiana di Tennis / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Luciano Buonfiglio
Che brutta immagine sta dando il calcio italiano. Abodi e Buonfiglio si sono messi in testa di far fuori Malagò dalla Federcalcio e non sentono ragioni. Vogliono andare fino in fondo, a qualsiasi costo. E stanno esponendo il calcio italiano non solo a una figuraccia ma a che al rischio di perdere gli Europei. Perché se si insedierà un commissario politico, senza indire nuove elezioni, l’Italia perderà gli Europei del 2032.
Il Coni vuole impedire a Diana Bianchedi di votare
È cominciata la battaglia in vista della giunta Coni di martedì 6 ottobre, giorno in cui si voterà per il commissariamento della Federcalcio. Quindici i votanti. Al Coni vorrebbero non far votare Diana Bianchedi non si capisce perché visto che lei si è dimessa da capo delegazione della Nazionale e l’Anac (anti corruzione) ha stabilito che non c’era alcuna incompatibilità tra il ruolo di capo delegazione della Nazionale e quello di vicepresidente vicario della Figc.

“Allora – scrive la Gazzetta con Elisabetta Esposito – vale tutto, viene da dire. Il conflitto d’interessi potrebbe essere contestato per ogni possibile intreccio con la Federcalcio, in un verso o nell’altro. E si potrebbe anche pensare che pure il presidente del Coni Luciano Buonfiglio potrebbe non votare con la necessaria serenità, visto che suo figlio Marco è direttore commerciale di Kings League Italia, il torneo ideato da Piqué – al di fuori da ogni contesto federale – che in passato a più riprese si è scontrato con la Lega Dilettanti (dunque la componente della Figc che più tutela il calcio di base, nonché la più numerosa in Consiglio federale) per il coinvolgimento di giocatori di Serie D e Eccellenza (molte società si sono opposte alla partecipazione dei propri tesserati temendo infortuni, stanchezza e distrazione), tanto che alcuni club hanno scelto di interrompere i rapporti con chi prendeva parte al torneo parallelo”.
È giusto. Se fossimo un paese normale non c’entrerebbe niente, come non c’entra niente non far votare Bianchedi.
“Ma se la caccia al cavillo (spesso trasformata in caccia al pretesto o all’interpretazione utile) è diventata quasi sport nazionale, è bene valutare anche la situazione del presidente, che come ripete sempre è anche «pubblico ufficiale». Basterebbe solo chiarezza. E un po’ di buon senso”.