Bove: “Bruno Conti ci disse di scegliere tra calcio e tennis. Se Cobolli avesse continuato col calcio, sarebbe arrivato in Serie B”
Al Festival dello Sport il centrocampista del Watford racconta l'amico tennista: "Non sa neanche quanto è stato importante per me. Mi ha dato la forza di dire: posso farlo anche io".

As Roma 04/05/2025 - campionato di calcio serie A / Roma-Fiorentina / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Edoardo Bove
Da ragazzini giocavano a calcio e a tennis, tutti e due nella Roma e tutti e due sui campi da tennis. Poi uno ha scelto il pallone e l’altro la racchetta. Edoardo Bove lo ha raccontato al Festival dello Sport di Trento, nell’incontro “Welcome Back”, parlando dell’amico Flavio Cobolli:
“Lui è entrato nella Roma prima di me. Poi sono arrivato anche io e abbiamo giocato insieme. Io giocavo sia a tennis che a calcio, lui lo stesso. Un giorno lo incontrai a un torneo di tennis e gli chiesi cosa ci facesse lì. Lui mi chiese lo stesso. Era molto più forte di me a tennis. Ha lasciato il calcio per il tennis. Se ci si pensa è una scelta un po’ folle perché nel tennis hai meno probabilità di arrivare. Quando Bruno Conti ci chiamò per dirci che dovevamo decidere tra calcio e tennis, io scelsi il calcio, lui il tennis. Poi ci siamo ritrovati nel nostro percorso. Se Cobolli avesse continuato a giocare a calcio sarebbe arrivato in Serie B”.
Bove e Cobolli: “Mi ha dato la forza”
Cobolli è stato importante anche nel momento più difficile, dopo l’arresto cardiaco del 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter:
“Non sa neanche quanto è stato importante per me. Il guardare lui conquistarsi i suoi sogni, lavorare. Mi ha dato la forza del dire ‘posso farlo anche io'”.
Bove è tornato a giocare a gennaio 2026 in Inghilterra, con il Watford di Dionisi, grazie a un defibrillatore sottocutaneo.
“Il calcio era tutto, ora è la mia più grande passione”
“Ho sempre coltivato il sogno di tornare a giocare. Il calcio è una mia grandissima passione. Volevo e voglio vivere di questo”.
“Cosa si prova a essere un calciatore senza il calcio? La sensazione è simile a quella di una grande perdita. Per cause esterne sei costretto ad affrontare la vita in modo diverso. In questo è importante come reagiamo. Il calcio in quel momento era tutto per me. Ora sono arrivato all’idea che il calcio è la mia più grande passione ma c’è anche tanto altro”.
All’inizio, racconta, c’è stato anche un rifiuto: “Nei primi momenti mi dava fastidio vedere le partite, i bambini che giocavano. Mi sono dato al tennis. Poi sono tornato al calcio”.
Il documentario e il primo soccorso
Sulla sua storia sta per uscire un documentario:
“La verità è che non ricordo niente di quel momento. Mi sono svegliato in ospedale senza ricordarmi cosa fosse successo. Mi sono trovato a dover affrontare una difficoltà dal nulla. Sono stato costretto a stare lontano dal campo e dalla mia quotidianità per un po’. Ho dovuto trovare cose da fare. Per esempio il documentario mi ha aiutato a raccontarmi. Essendo uno introverso facevo fatica a parlare con la mia famiglia. Una telecamera senza nessuno davanti mi ha aiutato a tirare fuori le mie emozioni”.
“Se ho dato il permesso alle telecamere di entrare nella mia vita privata è per far vedere le difficoltà che un ragazzo può vivere. Non voglio essere un modello, ma è solo un modo per ispirare le persone che vivono delle difficoltà e per dare la forza di guardare dentro se stessi e farsi aiutare”.
E dopo quel giorno si è avvicinato al tema del primo soccorso: “Ho avuto testimonianze di familiari che hanno perso persone per un mancato pronto intervento. È un argomento sensibile che devi conoscere bene perché se non si interviene nei primi minuti poi la situazione diventa irreparabile”.
Cobolli, intanto, in questa stagione ha alternato alti e bassi: agli Us Open è stato tra i più deludenti del tennis italiano. Una storia di cuore e ripartenza simile a quella di Bove l’ha vissuta di recente l’allenatore argentino Fernando Gago: “Ho una seconda possibilità per vivere”. Al Festival dello Sport ha parlato anche Gattuso: “Lotito dica in faccia ai giocatori quel che pensa”.