Il metodo Conte e il metodo Allegri – PODCAST

Conte pretende un'adesione culturale, una sorta di giuramento al suo progetto. Allegri invece non intende raddrizzare legni storti, gli interessa solo spremere dal giocatore la maggior quantità di calcio possibile. E per il resto, estranei come prima

Il metodo Conte e il metodo Allegri – PODCAST

Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono due grandi allenatori. Non così dissimili calcisticamente come vorrebbero far credere. Sono decisamente più distanti nel metodo di lavoro. Soprattutto nel rapporto con i calciatori.

Antonio Conte è come se pretendesse un’adesione al proprio credo, alla disciplina del lavoro. Esageriamo ovviamente ma è come se pretendesse un giuramento. Come se costruisse una squadra sul modello di un gruppo esclusivo. Non vogliamo parlare di setta, sarebbe eccessivo. Ma il concetto è quello. Conte ti mette continuamente alla prova, deve sapere in ogni momento se può fidarsi di te. E ti stressa in ogni modo per capirlo. In cambio, si dedica totalmente a te. Lui si dona a te, lavora alla tua crescita come calciatore, ma pretende che tu faccia altrettanto.

 

 

Massimiliano Allegri, invece, ha un approccio al calcio e agli uomini, diremmo alla vita, completamente diverso. Non parliamo qui di serietà sul lavoro. Quella è un pre-requisito. Quindi non stiamo dicendo che Allegri sia un fancazzista e che con lui non si sgobbi. Nulla di tutto questo. Solo che Allegri non pretende un giuramento. A lui non interessa cambiarti. Non gliene può fregare di meno. Ricordiamo che parliamo di una persona che ha cambiato idea il giorno del matrimonio e ha lasciato la sposa in attesa sull’altare. A lui interessa che tu possa dargli il meglio di te nel corso della partita. Per il resto, è un uomo che conosce fin troppo bene i calciatori.