Spalletti: “Amorim si è fatto fare un Milan forte”. Allora non era solo colpa di Allegri.
Alla vigilia di Juventus-Milan, Spalletti elogia il collega e definisce quel Milan forte. Poi la replica a Chivu sugli scontri diretti e la conta dei sette infortunati.

Mg Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti
Alla vigilia di Juventus-Milan, Spalletti elogia il collega e definisce quel Milan forte. Poi la replica a Chivu sugli scontri diretti e la conta dei sette infortunati.
C’è un dettaglio che ai tifosi del Napoli non sfuggirà: quel Milan forte di cui parla Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus-Milan è la stessa squadra che l’anno scorso, con Allegri in panchina — oggi al Napoli — mancava la Champions. Nella conferenza della vigilia il tecnico bianconero ha riservato al collega Amorim parole di stima piena.
Spalletti e quel Milan forte di Amorim
“Il Milan ha un allenatore con le idee chiare che è riuscito a farsi fare una squadra forte. Ha principi di gioco già molto riconoscibili. Un allenatore che si è fatto apprezzare già da quando era allo Sporting. È una squadra immediata, verticale, che va dritto per dritto, con ribaltamenti delle azioni molto veloci. Ti costringe a usare un motore alla loro stessa cilindrata, perché altrimenti rischi di arrivare tardi agli appuntamenti. Se li sai leggere in anticipo è un qualcosa che puoi usare, perché l’aggressività degli avversari va sempre usata, non ti deve creare timore. È una bella partita perché è Juventus-Milan, naturalmente proveremo a farla la partita, a esprimere la nostra voglia di provare a vincere.”
“Squadra fortissima. Ma anche noi siamo forti”
“Secondo me hanno fatto una squadra molto forte. Mi sembra che sia stato confermato anche da Amorim. Hanno tanta roba a disposizione. Nelle ultime partite non hanno giocato Pulisic, Saelemaekers, Rabiot, Modric, Hutchinson. Moreira è arrivato da poco. Per cui hanno varietà di soluzioni, calciatori forti da tutte le parti, squadra fortissima, come ce ne sono altre e come siamo noi, squadra forte. Poi c’è da vedere se riusciremo a essere più bravi di Inter, Napoli, Roma, Como, Milan… Le squadre sono tutte di livello, poi si va a giocare. Essere stati rapidi nelle ultime giornate di mercato ci ha permesso di avere più soluzioni di un certo livello, c’è da metterle insieme. C’è da far fronte agli infortuni, ma sono convinto che le cose andranno a posto.”
La replica a Chivu sugli scontri diretti
“Mi è sembrato che Chivu abbia detto quello che pensa ed è stato sincero, a me piacciono le persone sincere. Le sue parole non sono niente di particolare, devono essere un ulteriore stimolo a dare ancor di più. Poi se viene definito così diventa ancora più importante, cercare di dare il massimo per ridurre questo gap che c’è con le squadre più forti del campionato. Nessuna cosa da evidenziare sulle parole di Chivu.”
Equilibrio e adattabilità
“Equilibrio e adattabilità sono ciò che ti permette di far diventare l’imprevisto un’opportunità. Adattarsi non è un ripiego, è una competenza di una squadra forte. Dobbiamo lavorare su questi criteri. Poi non lo dobbiamo evidenziare come un problema, perché l’essere squadra forte lo devi dimostrare nelle partite. A me la squadra sembra pronta per giocarla. Abbiamo le carte in regola per diventare una squadra forte. Non abbiamo fatto tutto quello che volevamo nel mercato, ma abbiamo migliorato e ampliato la rosa. Che siano tanti giocatori nuovi da mettere insieme, da una parte è vero, ma dall’altra ci danno quelle soluzioni che, se si sanno usare, ti fanno diventare più forte.”
Il nodo lista UEFA e gli esclusi
“Escludere un calciatore è la peggiore delle situazioni. Noi credevamo di fare delle cose che non sono avvenute e ci siamo ritrovati in quel momento lì. Ci ho parlato, sembra che abbiano capito. Per quanto riguarda l’ulteriore possibilità di cessione, non è il mio lavoro. C’è da vedere cosa pensano i calciatori. Dal mio punto di vista sono dispiaciuto, c’è la possibilità di reintegrare qualcosa in base a quello che succede. Ci ho pensato molto, ho parlato con gli esclusi e mi dispiace moltissimo.”
Sette infortunati: “Non recupera nessuno”
“Le difficoltà le abbiamo, abbiamo 7 infortunati. Sono tutti problemi diversi tra di loro. Avremo comunque una squadra in condizione di giocare la partita. Ci sentiamo nella condizione di poter fare una partita da Juventus. Loro ci verranno addosso forte, hanno fatto vedere subito la loro caratteristica. Bisogna cercare di andare a guadagnare metri che non esistono: ogni metro guadagnato in profondità vale più di qualsiasi giro palla. Non recupera nessuno. C’è anche Cabal infortunato. Cabal, Cambiaso, Sarr, McKennie, poi Thuram, Yildiz, Ekhator. Si spera di recuperarne un paio per la prossima settimana, perché ci farebbero comodo.”
Su Woltemade
“Amplia i margini di gioco. Quando avvicini un calciatore alla porta gli fa piacere: poter giocare per il gol stimola. Mi è sembrato che sappia fare entrambe le cose: viene incontro ma vuole anche ritagliarsi spazio per giocare successivamente. Pensavo colpisse di testa perché è alto, e invece la colpisce bene anche perché ha un grande impatto sulla palla. Ha caratteristiche che ci possono fare molto comodo, dobbiamo usarle nella maniera corretta. Inizialmente penso di non farlo partire titolare, però siamo andati a prenderlo e abbiamo fiducia in lui, per cui è possibile che entri a partita in corso. Sa giocare a due, può giocare benissimo con Kolo Muani. È una persona straordinaria, ti fa vedere subito la qualità caratteriale di stare dentro una squadra. C’è solo da farlo giocare. E si comincerà domani.”
Mercato e “aziendalismo”
“Sono sempre stato definito un allenatore aziendalista, difficilmente ho usato toni scorretti verso i miei dirigenti. Perché è bene conviverci, in profondità, nelle problematiche, e trovare soluzioni migliori di quelle che hai. Qualche problemino lo abbiamo, perché siamo stati sotto il mirino delle sanzioni: alcune cose le abbiamo fatte, altre no. Ci sono dinamiche che a volte non controlli, però ognuno porta qualcosa di nuovo e differente. Siamo cresciuti rispetto alla nostra rosa. Alcuni calciatori sono importanti come caratteristiche e non li sostituisci facilmente, gente come Yildiz e McKennie. Si lavora con fiducia perché pensiamo di avere delle potenzialità. Abbiamo fatto due buonissime partite: qualche errore, ma abbiamo dimostrato di essere una squadra vera. Servono ulteriori conferme e domani potrebbe essere una di quelle partite che dicono molto sul consolidamento della squadra.”