Gabbiadini: “Rifarei la scelta Napoli, mi volevano a tutti i costi e nei primi sei mesi feci un sacco di gol”
A Repubblica Genova: "Come fai a dire no a Napoli?". Sul ritiro: "Sono sereno, gli ultimi due anni non avevo vissuto bene per i troppi infortuni. Mi dicevano che mi sarei annoiato e invece posso seguire meglio i bambini"

Dc Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: tifosi Napoli
Le parole di Gabbiadini

Si è ritirato presto, come si sta senza calcio?
“Sono sereno, gli ultimi due anni non avevo vissuto bene per i troppi infortuni. Mi dicevano che mi sarei annoiato e invece posso seguire meglio i bambini”.
Arrivò a Genova nel 2013 dal Bologna. Gennaio 2015 a Napoli dopo sette reti in 13 gare. Rifarebbe la scelta?
“Certo, come fai a dire no a Napoli? Mi volevano a tutti i costi e nei primi sei mesi feci un sacco di gol. La Sampdoria aveva trovato Muriel come sostituto, furono tutti contenti”.
Al Southampton il gol salvezza, poi l’addio a gennaio 2019. Il sogno di quattordici anni si è avverato?
“Silvio, il procuratore Pagliari, lo sapeva e mi ha accontentato. È stato fantastico, vivono il calcio in modo incredibile, il campionato più bello al mondo. Sono molto contento di quella esperienza. Sono poi tornato alla Sampdoria. Appena ha ricevuto la proposta, ho accettato, sapevo che sarei stato bene. Non ho avuto dubbi”.
Doppietta in finale di Coppa di Lega, il massimo. Un gol che manca?
“Senza dubbio Italia-Svezia, perché è stata tosta da digerire. Sarebbe stato bello segnare e portare l’Italia al Mondiale nella gara decisiva. Dovevo fare qualcosa in più, non mi piace scaricare le colpe su altre persone. Ho saputo due giorni prima che sarei partito titolare, ma quando vesti l’azzurro devi essere sempre pronto, un minuto, dieci o novanta è lo stesso”.
Il 23 settembre 2022, dopo quasi cinque anni, mentre indossava la maglia della Sampdoria, è di nuovo in azzurro con Roberto Mancini come allenatore.
“Sono affezionato a Ciro Ferrara”

Il suo modello calcistico da bambino?
“Ronaldo il Fenomeno. Durante la carriera, ho cercato di rubare da tanti. Mi faceva impazzire Di Natale, ma anche Milito per i movimenti e come giocava”.
Ha avuto venticinque mister nei club. Un viavai continuo.
“Non tutti mi vedevano bene, ma si impara sempre. Sono affezionato a Ciro Ferrara, mi ha dato sempre fiducia nell’U21 anche dopo un’annata brutta all’Atalanta. Così sono andato a Bologna, ha accelerato la mia carriera. Più avanti, Claudio Ranieri. Era come un padre, una persona straordinaria. Sentivo la sua stima e mi caricava molto”.