Ferrara: “Il Napoli ha fatto la miglior partita delle tre. L’Inter ha vinto con la qualità dei cambi”
A Dazn si parla della prestazione del Napoli, ma soprattuto della rosa stratosferica dell'Inter che le ha permesso di fare i cambi che l'hanno fatta vincere

Db Roma 13/05/2026 - finale Coppa Italia / Lazio-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Marcus Thuram
A pesare, alla fine, è stata la differenza dei cambi: è la lettura offerta da Ciro Ferrara a Dazn subito dopo Inter-Napoli 3-2. L’ex difensore azzurro, immaginando lo stato d’animo di Allegri, ha spinto sul messaggio da salvare: nonostante la sconfitta, il Napoli deve uscire dal Meazza con più certezze che dubbi.
Ferrara: “La differenza dei cambi, ma la miglior partita delle tre”
“Il Napoli deve uscire con più certezze, perché ha fatto la migliore partita delle tre. La differenza l’hanno fatta i cambi. L’Inter ha una rosa immensa fatta di tanti campioni.”
Un giudizio che ribalta la prospettiva del solo tabellino: per Ferrara la prova di San Siro, arrivata dopo le prime due uscite stagionali, è stata la più convincente del giovane percorso di Allegri. Ma la lunghezza della rosa nerazzurra — con gli ingressi capaci di cambiare l’inerzia — ha fatto la differenza nel momento decisivo.
Il peso della panchina nel 3-2
E in effetti il film della gara gli dà ragione. Il Napoli era andato avanti 2-0 in avvio di ripresa con Politano (51′) e Hojlund (53′), prima della rimonta interista firmata Lautaro (57′ e 90′) e Thuram (81′), entrato dalla panchina proprio nell’intervallo. Dall’altra parte, il Napoli ha dovuto rinunciare a McTominay, il suo uomo-derby contro l’Inter, affidandosi a un undici rimaneggiato. La profondità delle due rose, nel finale, ha inclinato la bilancia.
Il messaggio ad Allegri e all’ambiente
Il senso del ragionamento di Ferrara è chiaro: una sconfitta così, in casa della corazzata di Chivu e dopo essere andati sul doppio vantaggio, va letta più come conferma di crescita che come battuta d’arresto. Lo stesso concetto ribadito dai protagonisti azzurri, con Di Lorenzo che invita a non trasformare un ko in un processo. La strada è lunga: la prestazione, dice Ferrara, è il punto da cui ripartire.