Sono cinque stagioni che in Premier aspettano una sentenza sulle 115 irregolarità del City, il Telegraph: “Campionato falsato”

"Basta con questo purgatorio, c'è il rischio che un'intera dinastia sia stata costruita sulla violazione sistematica delle regole da parte di uno stato con risorse illimitate"

Sono cinque stagioni che in Premier aspettano una sentenza sulle 115 irregolarità del City, il Telegraph: “Campionato falsato”

Arsenal's Spanish manager Mikel Arteta gestures during the English Premier League football match between Manchester City and Arsenal at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on April 19, 2026. Darren Staples / AFP

“Da quando il Manchester City è stato accusato per la prima volta di 115 irregolarità finanziarie, si sono succeduti tre Primi Ministri, cinque Ministri degli Esteri e 32 allenatori di Premier League. Si sono succedute anche otto eclissi solari, quattro congiunzioni tra Venere e Giove e, cosa ancora più significativa visto il coro che i tifosi del City cantano con tanta grinta per la loro squadra, due lune blu”. E no, non è ancora arrivata una sentenza. Per cui Oliver Brown sul Telegraph ci torna su con la sua solita veemenza. Stavolta con una certa ragione, è effettivamente uno scandalo.

Secondo l’editorialista conservatore “l’attesa per una risoluzione getta un’ombra sulla quinta stagione consecutiva nella massima serie”, una cosa “talmente interminabile da aver persino prosciugato lo spirito idealista di Pep Guardiola”.

“Nessuno mette in dubbio che si tratti di un lavoro immenso e voluminoso, considerando che il caso del City comprende oltre mezzo milione di documenti. Ma il processo è talmente meticoloso da assomigliare all’infinita biografia del presidente americano Lyndon Johnson scritta da Robert Caro, che iniziò le sue ricerche subito dopo la caduta di Saigon e che ancora oggi, a 90 anni, dopo quasi due milioni di parole, si affanna alla quinta parte”. “L’argomentazione secondo cui questa indagine ha una portata senza precedenti, che richiede un’analisi minuziosa da parte delle menti giuridiche più brillanti, comincia a vacillare se si considerano le crescenti potenziali conseguenze per i club rivali”.

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La Premier nel purgatorio

Perché nel frattempo il Manchester City ha speso, ha giocato, ha vinto. “Ha speso 690 milioni di sterline per rafforzare la propria rosa e ha vinto sei trofei importanti, tra cui due campionati e la Champions League”. C’è il rischio, per Brown, che “un’intera dinastia sia stata costruita sulla violazione sistematica delle regole da parte di uno stato nazionale con risorse sovrane illimitate”.

“A stagione inoltrata, non abbiamo ancora idea se il campionato di maggior successo e più minuziosamente analizzato al mondo sia fondamentalmente distorto, stravolto da un club che presumibilmente gioca con le regole in modo sconsiderato e su scala industriale. Il City combatte strenuamente quest’accusa, con il team legale più formidabile che il denaro possa comprare. La conseguenza è un puro purgatorio: un dramma che nessuno riesce a guardare, ma che impantana la competizione in una farsa, e dove gli unici a essere soddisfatti sono i dirigenti”.