Platini porta di nuovo Infantino in tribunale, lo accusa di “cospirazione”
A tre giorni dal Mondiale ha presentato due denunce, una penale e una civile: vuole anche un risarcimento per la sua mancata elezione a presidente della Fifa

President of FIFA Gianni Infantino speaks next to the trophy during the 2025 FIFA Club World Cup Draw ceremony in Miami on December 5, 2024. (Photo by Giorgio VIERA / AFP)
Tre giorni prima del calcio d’inizio dei Mondiali, Michel Platini ha scelto di tornare all’attacco. La denuncia depositata lunedì contro Gianni Infantino è l’ultimo atto di una guerra personale che dura da oltre un decennio. Le accuse sono tecniche ma cariche di rancore: “traffico di influenze”, “cospirazione per diffamazione”, “denuncia calunniosa”. Il fascicolo è già nelle mani del giudice istruttore capo di Parigi, che nominerà un magistrato per istruire il caso, scrive L’Equipe.
La denuncia di Platini

La denuncia colpisce anche Marco Villiger, ex responsabile dei servizi legali della federazione, e Domenico Scala, già presidente del comitato di audit e conformità Fifa. Secondo l’avvocato di Platini, Olivier Baratelli, tutti e tre avrebbero operato in concerto per impedire all’ex campione francese di candidarsi alla presidenza Fifa nel 2016, e di vincerla.
Sul fronte civile, Platini ha aperto un secondo procedimento presso il tribunale di Marsiglia – competente per la sua residenza a Cassis – con una richiesta di risarcimento che dovrebbe quantificare in denaro gli stipendi che avrebbe incassato come presidente Ffifa, anno per anno, se la “cospirazione” non lo avesse fermato. Prima udienza preliminare l’8 dicembre. Questa settimana, intanto, un atto di citazione verrà notificato direttamente alla sede di Zurigo.
I “soliti” 2 milioni di franchi svizzeri

Tutto riconduce, come sempre, ai 2 milioni di franchi svizzeri. Quella somma — versata da Blatter a Platini nel 2011 per una consulenza tecnica risalente agli anni 1998-2002 — divenne il fulcro di un’indagine che azzerò le ambizioni presidenziali del francese e lo tenne lontano dal calcio istituzionale per quasi dieci anni. Il processo svizzero si è concluso nell’estate scorsa con l’assoluzione di entrambi, Platini e Blatter, per mancanza di prove. Non abbastanza, evidentemente, per chiudere i conti.
Già nel 2018 e nel 2021 Platini aveva tentato la strada penale con denunce analoghe: la prima prescritta, la seconda archiviata lo scorso ottobre. La nuova offensiva cambia giurisdizione — Francia invece di Svizzera — e moltiplica i fronti. “Michel Platini cerca la verità e la giustizia”, ha spiegato Baratelli. “Questi procedimenti faranno luce sulle manovre usate per rimuoverlo e individueranno i responsabili.”
A settant’anni, con un’assoluzione in tasca e nessun titolo da rivendicare, Platini combatte ancora la stessa battaglia. Il sospetto è che non si tratti più di giustizia, ma di qualcosa di più difficile da ottenere in un’aula di tribunale: la conferma che aveva ragione lui.