La Uefa sfonda il muro dei 5 miliardi con i nuovi diritti tv della Champions: chi paga e quanto
La Uefa ha chiuso i contratti per i diritti tv delle coppe europee 2027-2031 in 19 mercati tra Europa e Americhe: i ricavi annui supereranno i 5 miliardi di euro, con un aumento del 40% rispetto al ciclo precedente. In Italia la Champions resta a Sky (184 partite) e Amazon Prime Video (19 partite). In Uk e Germania irrompe Paramount con un accordo da oltre 1 miliardo di dollari. Restano fuori gli Usa, il mercato più ricco, con rinnovo previsto nel 2030

Mg Milano 01/05/2021 - campionato di calcio serie A / Milan-Benevento / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: cameramen
Quanto valgono i nuovi diritti tv della Champions League?
Più di 5 miliardi di euro l’anno. È la cifra che emerge dall’inchiesta di Bloomberg: la Uefa ha chiuso accordi per il ciclo 2027-2031 in 19 territori tra Europa e continente americano (esclusi gli Stati Uniti) con un incremento del 40% rispetto al ciclo in corso. I contratti riguardano tutte e tre le competizioni europee per club: Champions League, Europa League e Conference League.
L’aumento è significativo se si considera che già nel ciclo precedente i diritti tv erano cresciuti di circa il 20% nei cinque mercati europei principali — Regno Unito, Italia, Francia, Germania e Spagna. Il nuovo formato della Champions, con la fase campionato che ha moltiplicato i big match fin dalle prime giornate, ha fatto lievitare il valore del prodotto. L’obiettivo dei 5 miliardi era stato annunciato già nel 2025, quando la Uefa aveva avviato il secondo turno d’aste.
Chi trasmetterà la Champions League in Italia dal 2027?
Nessuna rivoluzione. In Italia i diritti della Champions League restano a Sky e Amazon Prime Video fino al 2031. Sky trasmetterà in esclusiva 184 delle 203 partite a stagione, più tutte le 342 gare di Europa League e Conference League. Amazon Prime Video manterrà l’esclusiva su 19 partite: le 18 migliori del mercoledì più la miglior partita del giovedì della prima giornata della fase campionato.
Netflix, che era stata indicata come possibile new entry nel mercato dei diritti sportivi — a ottobre 2025 si parlava già del suo interesse per la Champions — alla fine non è entrata nel pacchetto italiano. Disney e Paramount hanno puntato su altri mercati.
Dove ha vinto Paramount e perché è un segnale importante?
Il colpo grosso lo ha fatto Paramount, che si è aggiudicata i diritti della Champions in Regno Unito e Germania con un accordo da oltre un miliardo di dollari, strappandoli a TNT Sports. È un segnale: le piattaforme di streaming stanno entrando con forza nel mercato dei diritti sportivi premium, facendo lievitare i prezzi. La competizione tra Walt Disney e Paramount Skydance ha spinto le offerte verso l’alto, e la Uefa ne ha beneficiato.
Negli altri mercati europei, i diritti sono andati a un mix di broadcaster tradizionali e piattaforme digitali: Canal+ in Francia, Dazn in Spagna, Movistar, Viaplay nei Paesi nordici. La strutturazione dei pacchetti, curata da Relevent Football Partners, ha spezzettato i diritti in formule flessibili — miglior partita, highlights, finale — permettendo a più soggetti di competere.
Quanto incasseranno i club italiani?
Il dato complessivo è chiaro: più soldi per la Uefa significa più soldi da redistribuire. Resta da capire come la Uefa ripartirà l’aumento tra le squadre partecipanti. Nel ciclo attuale, il Napoli risultava fanalino di coda tra le italiane per ricavi Uefa in Champions, con 43,9 milioni di euro, contro cifre ben più alte per Inter e Juventus. Con un monte ricavi che supera i 5 miliardi, anche le quote per le singole squadre dovrebbero crescere, ma la distribuzione dipenderà dal ranking storico, dai risultati sportivi e dal valore del mercato televisivo di provenienza.
Perché mancano gli Stati Uniti e cosa cambia?
Il mercato statunitense è escluso da questa tornata di accordi: i diritti Usa si rinnovano nel 2030, in coincidenza con il Mondiale nordamericano. È il mercato più ricco e in crescita, quello dove la Champions può ancora espandersi enormemente. La Uefa ha tenuto gli Usa fuori dal pacchetto per massimizzare il valore quando il calcio avrà la massima visibilità nel continente, subito dopo il Mondiale 2026.
È una strategia precisa: vendere ora i 19 mercati dove la domanda era già alta, e tenere il piatto forte — gli Usa — per quando il prezzo sarà ancora più alto. I 5 miliardi attuali, insomma, sono solo l’inizio.