Conte eroe scontroso, mai pago di lodi, sempre affamato
Sette punti. Non si riapre nulla, per carità. Ma noi pensiamo a vincerle tutte. Un'annotazione: i Fab Four nel primo tempo sembra che si pestino i piedi

Ni Napoli 28/01/2026 - Champions League / Napoli.-Chelsea / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Conte eroe scontroso, mai pago di lodi, sempre affamato
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 31° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Al Maradona è di scena il brutto calcio italiano.
L’anno maledetto non ci nega niente.
Ed ecco a voi il virus intestinale.
Bussa e si porta via proprio lui: Erasmo di Danimarca, l’unico centravanti a disposizione.
Già. Perché nel frattempo in settimana era scoppiato il caso Piedone big Rom.
Pieno di aspetti oscuri.
Il dannato infortunio d’annata si rifà vivo e lo costringe a lasciare la nazionale belga, ma intanto elude la convocazione della società azzurra.
Meglio la più salata delle multe – avrà pensato Piedone – che cadere nelle grinfie di quegli uccellacci del malaugurio dello staff medico del Napoli.
Dentro Giovane allora.
Che è attaccante, ma non specificamente centravanti.
Il primo tempo è un gigantesco sbadiglio.
Sarà perché il risultato di San Siro nella sera di Pasqua ha tolto al big match con i Diavoli buona parte del sale.
Sarà perché Acciughina scende in campo per non prenderle.
Sarà perché i tanto invocati Fab Four sembrano troppi lì in mezzo e sembra proprio che si pestino i piedi.
Sarà perché gli azzurri in attacco non offrono un solo straccio di schemino di gioco.
Poi nella ripresa il Feroce Salentino mette le ali.
Da una parte Alisson Santos dall’altra Politano.
E il Napoli vola.
Il samba carioca del ragazzo a sinistra è una luce, una fiamma necessaria in tanta mediocrità.
Poi ci pensa Polinapoli a risolvere. Ed è sorpasso.
Il Napoli è secondo.
Con gli stessi punti dell’anno scorso.
Roba da non credere.
Questo non è un miracolo. E qualcosa di più.
Non voglio contare i punti buttati.
Non voglio protestare per i punti rubati.
Non voglio piangere le assenze forzate.
Ma questo secondo posto è qualcosa di più che un miracolo.
Ed è lui, Il Feroce Salentino, solo lui l’artefice.
Questo eroe scontroso, mai pago di lodi, sempre affamato di nuove impossibili sfide, eternamente in lotta contro invisibili detrattori, questo semidio inquieto e pesto alla fine ci regala la bomba.
Azzanna i microfoni e si candida a salvatore della patria invocando per sé la sgangherata panchina della Nazionale.
Il povero tifoso osannante che ha imparato ad amarlo con una gratitudine senza fine e ormai non può fare più a meno di lui è letteralmente al collasso.
Sette punti.
Non si riapre nulla, per carità.
Perché ai bauscia bastano 100 secondi per aver ragione dei Sangue Oro ormai allo sbando.
Non si riapre nulla.
Ma noi pensiamo a vincerle tutte.











