Gli inglesi continuano a mangiarsi le mani per Hojlund, McTominay e i talenti che perdono ogni anno
Vogliamo dire che è tutto merito di Conte, capace di “resuscitare” anche i morti? Oppure, nel caso di Hojlund e McTominay, sono semplicemente talenti rilanciati dopo anni in contesti poco funzionali sotto Amorim e i suoi predecessori?

Dc Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund
Arriva oggi l’ennesimo articolo inglese in cui si mangiano le mani per aver ceduto un altro talento all’estero. Di chi parliamo? Hojlund è l’ultimo motivo che alimenta i rimpianti. Il Guardian scrive:
“Il danese, come molti altri, ha faticato sotto la gestione di Ruben Amorim a Old Trafford ed è stato mandato a Napoli. Ha segnato al debutto, nel 3-1 contro la Fiorentina, e da allora è stato costante, realizzando 10 gol in 26 partite per la squadra terza in Serie A”.
Finirà mai questa voglia sfrenata di acquistare giovani talenti per poi “bruciarli” e lamentarsi che nel proprio campionato non ci sono più stelle come un tempo?
Smettiamola di mettere pressione ingiustificata su questi ragazzi: giocano in contesti più tattici e complessi, bisogna farsene una ragione. Vogliamo dire che è tutto merito di Conte, capace di “resuscitare” anche i giocatori più in difficoltà? Oppure, nel caso di Hojlund e McTominay, si tratta di talenti semplicemente valorizzati dopo essere stati frenati da contesti poco funzionali sotto la gestione di Amorim e i suoi predecessori?
“Adesso viene raccontata la storia come se fossi tornato e stessi semplicemente facendo molto bene,” ha detto Højlund, che è costato al Manchester United 72 milioni di sterline quando è stato acquistato dall’Atalanta nell’agosto 2023, a TV2 Danimarca la scorsa settimana. “Ma dentro di me i miei pensieri sono in un posto completamente diverso. Sono autocritico. Voglio ancora essere migliore, più coinvolto nelle partite e segnare più gol, ma è interessante osservare come l’immagine di me cambi continuamente.”











