Marchetti dopo il Var, la sua espressione sgomenta resterà un’icona, una testimonianza della morte del calcio

Marchetti lascia il video. Si gira verso il terreno di gioco. Lo raggiunge lentamente con fatica evidente. Avanza come un automa. Ha sul viso un’espressione sorpresa, stupita. E sgomenta.

scudetto Var Marchetti

Ni Napoli 07/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Hellas Verona / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Matteo Marchetti

FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 19° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26

Ore 21,15 del 7 gennaio 2026. Stadio Maradona.

Piove a perpendicolo il pallone su rimessa laterale.
Saltano Buongiorno e Valentini.
Mischia confusa. Ma si prosegue.

Per poco.
Qualche secondo dopo il Var chiama l’arbitro.
Lunga è la revisione.
Poi Matteo Marchetti lascia il video. Si gira verso il terreno di gioco.
Lo raggiunge lentamente con fatica evidente.

Avanza come un automa.
Ha sul viso un’espressione sorpresa, stupita. E sgomenta.
Avanza e continua ad ascoltare gli ordini urlanti dall’auricolare.
Il suo sguardo ha un lampo che chiede: perché?

Al rito della motivazione, pronuncia parole soffocate a mezzavoce.
Parole che non vorrebbe dire.
Parole di cui è certo di non essere convinto.
Rigore.

Ore 21,15 del 7 gennaio 2026. Stadio Maradona.
Il calcio è morto.

Il viso di Matteo Marchetti, la sua espressione sgomenta resterà un’icona, una testimonianza della morte del calcio.

Incredibilmente l’episodio si ripeterà anche nella ripresa in occasione dell’annullamento del goal al Danese per fallo di mano.
Ma qui Marchetti ha già metabolizzato.

Lui anche qui aveva concesso il goal.
Ma al richiamo del Var che contraddice la sua decisione ormai si fa trovare pronto.
Ha perfettamente imparato la lezione.
Non è goal e basta.

Il Napoli perde così due punti pesantissimi in chiave scudetto.
Piove troppo. Piove anche sui nostri sogni.
E’ un Napoli molle e opaco nel primo tempo.
Da applausi nella ripresa. Perché comunque riesce a reagire e a salvare il salvabile.

Il flagello biblico che vuole sterminare il calcio imperversa anche all’Olimpico.

La trattenuta di Pongracic su Gila in area è netta, nettissima. Ma né l’arbitro Sozza né gli addetti al VAR l’hanno considerata da rigore.

Arriva persino al Tardini il flagello sterminatore. Mimetizzandosi nella nebbia.
E un po’ – solo un po’ – corregge le cose.

Sullo 0-0, con l’Inter tutta nella metà campo avversaria viene fischiato un fuorigioco al Parma quando attaccante è dietro la linea di centrocampo!

E così i bauscia ne approfittano.
Vincono facile facile contro un Parma docile docile.
Arraffando i punti che servono per allungare e prepararsi in serenità per il big match di domenica.

All'anagrafe Aniello Mascia (Sala Consilina, 28 dicembre 1946), è un attore e regista italiano e interprete del teatro classico e contemporaneo.

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