Il Napoli No Euro è vivo e ricorda che in Italia è un’altra cosa, il campionato è ancora lungo
Il Napoli, gioca, soffre e vince. 2-1 alla Fiorentina, ancora in gol Vergara (il secondo di Gutierrez). La sfortuna si accanisce ancora, stavolta su Di Lorenzo. Ma l'esultanza di Conte dice che il Napoli non molla

Napoli's Spanish defender #3 Miguel Gutierrez Ortega (hidden) celebrates with teammates and Napoli's Italian head coach Antonio Conte after scoring a goal during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on January 31, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Il Napoli No Euro è vivo e ricorda che in Italia è un’altra cosa, il campionato è ancora lungo
I tifosi con i capelli bianchi ricorderanno Napoli-Torino 3-1 quattro giorni dopo l’eliminazione in Europa a Tolosa con rigore sbagliato da Maradona. Non vi diciamo come finì quel campionato. Vi diciamo che questo è il Napoli No Euro. Che non molla. Ricorda a sé e agli altri che la stagione è ancora lunga. Gioca molto bene la prima mezz’ora. Perde l’ennesimo calciatore per infortunio (Di Lorenzo). Soffre e difende la vittoria fino alla fine. Ritrova le parate di Meret. Si gode la crescita di Vergara che segna ancora ma non solo: corre, recupera, lotta, prende botte. Anche una gomitata con sangue che gli esce dal naso e l’arbitro La Penna che incredibilmente non fischia fallo. Trova il primo gol di Gutierrez. E anche l’esultanza indemoniata di Antonio Conte.
Napoli-Fiorentina è come se fosse la partita d’esordio della nuova stagione dei campioni d’Italia. Sedici gare di campionato e non sappiamo quante di Coppa Italia. È il Napoli No Euro che si mette alle spalle la pessima Champions. Nello sport funziona così, è inutile stare a piangere sulle coppe versate. Il futuro è adesso. E Conte e i suoi comunicano che la stagione non è finita. Può ancora succedere di tutto. Si parte dal terzo posto e da meno nove rispetto all’Inter. La primavera è lunga. La sfortuna, però, bussa ancora una volta al Maradona per ricordare che dal suo punto di vista nulla è cambiato. Di Lorenzo mette il piede sinistro male a terra, il ginocchio gli cede. Si accascia, esce in barella. Pure lui. È una stagione davvero maledetta.
Di Lorenzo lascia al trentesimo. Il Napoli è in vantaggio, gol ancora di Vergara. Su assist di Meret. Che lancia lungo, Hojlund è ormai specializzato nel lavoro alla Lukaku, Vergara arriva, sfreccia e si ritrova da solo davanti a De Gea: gli ruba il tempo e gol.
Il Napoli sta bene, crea più occasioni, arriva più volte sul fondo. In una di queste occasioni, Comuzzo per sbrogliare sfiora l’autorete e colpisce il palo. Il trend della partita si inverte alla mezz’ora. Nell’azione in cui si fa male Di Lorenzo, Piccoli colpisce il palo grazie anche a una impercettibile deviazione di Meret che pochi secondi dopo salva su Gudmundsson che colpisce di testa da due passi. Il Napoli perde smalto anche perché accusa il colpo dell’infortunio del capitano. Conte fa scaldare Beukema, poi all’ultimo momento manda in campo Olivera. E la linea difensiva a tre diventa: Juan Jesus, Buongiorno, Olivera.
Nella ripresa, il Napoli trova il raddoppio con un pregevole tiro a giro di sinistro Gutierrez. Primo gol col Napoli ed esultanza “vecchi tempi” di Antonio Conte che abbraccia lo spagnolo e chiunque gli capiti a tiro. Ma quest’anno la parola serenità è bandita dal vocabolario. La Fiorentina arriva in porta alla prima azione della ripresa: Meret è ancora una volta bravissimo su Piccoli ma sulla respinta Solomon si ritrova il pallone sul piede ed è inutile il disperato salvataggio sulla linea di Juan Jesus.
Hojlund dà battaglia come il miglior Lukaku. Il danese è un altro calciatore rispetto a quello arrivato in estate. Ha una notevole capacità di apprendimento. Ma al minuto 67 si divora il gol del 3-1. Vanoli manda in campo Kean e Parisi per Brescianini e Solomon. Il finale è di sofferenza più emotiva che reale. Il Napoli torna a vincere. In Italia è un’altra cosa.










