Il “Decibel Gate”: a Napoli si può fare tutto ma guai a toccare il presepe

A Napoli toglieteci il necessario, ma non toccateci il superfluo. È stata un'estate dura che ha visto anche il pensionamento di Starace storico magazziniere

Decibel Bellini

Il “Decibel Gate”: a Napoli si può fare tutto ma guai a toccare il presepe

Napoli non delude mai, nella patetica rappresentazione di sé stessa. Nel giorno del sorteggio di champions, con alle porte la prima partita al San Paolo della stagione appena iniziata, deflagra il “Decibel Gate”. A Napoli si può fare tutto. Ma guai a toccare il presepe. La sostituzione della voce delle partite del Napoli ha risvegliato la polemica, mettendo il Napoli, con questa scelta, in trend topic, come non ci era mai stato in tutta l’estate da campione d’Italia. A Napoli toglieteci il necessario, ma non ci toccate il superfluo. Una frase del film “Scugnizzi” di Nanny Loy fotografa in maniera impeccabile il modo di essere napoletani.

È stata un’estate tutto sommato tranquilla. Le fronde antisocietarie ovvero ciecamente prone hanno tutto sommato taciuto. C’era poco per cui accapigliarsi. Ma un botto di fine estate era necessario. Ci voleva uno scossone per risvegliare l’opinionismo cronico che avviluppa la città. I guelfi e i ghibellini abitano anche sotto il vesuvio. Italiani inside.

È da dire però che è stata un’estate molto difficile per il “sentiment” dei tifosi. Il pensionamento del magazziniere storico Tommaso Starace ha fatto vacillare qualche cuore, ma anche a Napoli l’età pensionabile viene percepita. Ma è francamente lunare l’interesse intorno ad una figura, tutto sommato laterale, al “core business” che dovrebbe interessare il pubblico: le vittorie, i gol e le vittorie in campionato. La società invero nell’ultimo periodo ha assecondato la cosiddetta “appartenenza”. Le maglie assolutamente calate nelle pulcinelleria cittadina: o’ccafè, o curniciell, faccia giall’. Insomma il necessaire per il tifosotto tutto pizza a portafoglio e tikkettokk. La canzoncina adottata all’inizio del match “primo agosto pioveva”, è roba fresca. Ma dai ai napoletani una maglia sudata ed un pallon e li avrai perdutamente tra le tue braccia. “Noi se vogliamo morire vogliamo morire tutti quanti assieme”, Rachilina’s rules.

Sul “Bellini Gate” non poté nemmeno il sorteggio in Champions. Manchester City, Chelsea, ed i simpatici tifosi dell’Eintracht sono decisamente passati in secondo piano. Il ritorno nella massima competizione europea, tutto da vivere e godere, non ha sapore se non c’è Bellini (mai troppo amato dai leader dell B) canta il gol? Evidentemente no. Niente. Ma non meraviglia nemmeno la marcia indietro di Geolier, democristiano vero, che annusato (il pericolo?) di qualche fischio sabato allo stadio ha rinunciato all’animazione dei pre-match. In bocca al lupo ad Emanuele per l’uscita da un contratto vergato con Aurelio De Laurentiis. Se gli attori sono tre, le mosse sono due: l’addio passivo-aggressivo di Bellini, la ritirata poco dignitosa della Golden Boys di Geolier e famiglia, che ha chiesto il reintegro di Bellini. Il Napoli detto no alla richiesta del reintegro di Decibel, ribadendo la voglia di cambiare.

Chissà chi cosa ci aspetta sabato. Ma certamente per i passatisti un prepartita nel silenzio, parlando della partite, senza subire il primo di sicuri ventitré djset non è una cattiva notizia. Chi va allo stadio per la partita e non per il contorno sa quando gridare, quando esultare e quando fare silenzio e quando contumeliare. Adesso sembra che se non ci sia qualcuno a scandire il ritmo della tua esultanza è un po’ come aver finito i giga.

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