L’ultimo assist di Hamsik al Napoli di De Laurentiis (e suo)

Ha capito e sposato, prima di chiunque altro, il progetto e ne è stato il simbolo. Ora lascia ad Ancelotti la libertà di farlo crescere ulteriormente

L’ultimo assist di Hamsik al Napoli di De Laurentiis (e suo)
Hamsik e Zielinski (Carlo Hermann/Kontrolab)

Mai il Napoli a questi livelli

Sabato contro la Samp abbiamo visto l’ultimo eccezionale gesto tecnico di Marek Hamsik con la maglia del Napoli. Quella sferzata alla palla, tesa, arrotata, precisa sulla corsa di Callejon, aprendo l’azione dell’uno a zero.

Poi la notizia dell’addio, che si è concretizzato con la firma del contratto con il Dalian Yifang.

Si accavallano le opinioni, i commenti, le accuse di abbandono nel momento sbagliato. In pochi si accorgono che, ancora una volta, da grande giocatore qual è, Hamsik ha visto un’autostrada dove altri vedono solo un sentiero (Cit. V. Boskov).

In quindici anni De Laurentiis ha costruito un progetto solido e competitivo, portando – non ri-portando – il Napoli a livelli altissimi, perché a questi livelli, il Napoli non ci è mai stato. Nemmeno con Ferlaino e Maradona.

A questi livelli il Napoli ci è arrivato con paziente e saggia gestione tecnico finanziaria, e un’attenta programmazione. Grazie alla collaborazione di ottimi dirigenti, allenatori e giocatori. Giocatori cresciuti e valorizzati da questa gestione societaria. Giocatori rappresentati in maniera perfetta da Marek.

Ha contribuito tanto all’immagine del club

Lui prima di chiunque altro, ha capito e sposato la politica societaria di De Laurentiis. Ne è diventato il simbolo pulito e onesto. Ha fatto le scelte di identità che sappiamo e si è legato alla città in modo viscerale, ma vero, mai retorico. È stato un leader checché se ne voglia dire. In tanti spesso lo si è criticato per una certa incapacità ad essere determinante in alcune partite decisive. Anche io l’ho fatto. Ma non ho mai messo in dubbio il suo talento, la classe e che la sua presenza in campo si sentisse eccome. E te ne rendevi conto soprattutto quando non c’era, a mettere ordine in quel centrocampo.

Marek ha contribuito tanto all’immagine del club anche fuori dall’Italia e certamente la sua rispettabilità nel mondo del calcio e la sua scelta di legarsi così tanto al Napoli, hanno certificato per molti giocatori poi approdati in azzurro, la bontà del progetto del presidente.

Marek in campo e De Laurentiis dietro la scrivania, hanno portato il Napoli fino a qui, uno dei 20 club più importanti d’Europa. Marek lo ha fatto con 520 presenze, 121 gol, 111 assist e undici anni e mezzo della sua vita. Storia ormai. De Laurentiis con i suoi investimenti e la sua sagacia di imprenditore.

La partenza di Hamsik coincide con una fase delicata che il Napoli sta gestendo, quella del ricambio generazionale. Oltre a Marek, ci sono Albiol, Callejon e Mertens a fine corsa. Bisogna fare attenzione. Muoversi con cautela.

Responsabilizza i giovani

Ma come dicevo, Marek ha fatto l’ultimo assist al suo Napoli. Andando via concede ad Ancelotti di poter fare scelte serene sui giovani da far crescere. E responsabilizza quegli stessi. “Se vado via è perché ci sono ragazzi validi che possono difendere la maglia azzurra” avrà pensato. Ancelotti, concordato.

Marek ha dato tutto al Napoli, sudore, polmoni, fosforo e trofei. Ragazzo intelligente e maturo da sempre, ha avuto la sensibilità di capire che il suo spazio si stava esaurendo in un Napoli che deve andare verso il futuro e come un vecchio saggio, ha saputo farsi da parte. In silenzio, senza clamore. Nella normalità totale. Come dovrebbe essere sempre.

Aggiorniamo il conto allora: 520 presenze, 121 gol, 112 assist.

Il presente e il futuro sono Fabian Ruìz, Zielinski, Milik e quanti altri bravi giocatori saprà far crescere Ancelotti.

Il futuro del Napoli dipende da loro e da quanto De Laurentiis saprà valorizzare il brand e creare infrastrutture (è fresca la notizia dell’accordo trovato sulla convenzione di 10 anni con il comune per il San Paolo).

Il futuro del Napoli non dipende più da te, Marek, almeno sul campo. Magari un giorno tornerai da dirigente. Fino ad allora, grazie di cuore, Cap17ano.

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