Mediapro accerchiata, Serie A spaccata: il caos dei diritti tv dopo la decisione del Tribunale di Milano

Il Napoli (con Juventus, Sassuolo e Roma) è passato all’opposizione contro Mediapro, la pazienza è finita. Anche se gli spagnoli si dicono pronti a lanciare subito il canale di Lega.

Mediapro accerchiata, Serie A spaccata: il caos dei diritti tv dopo la decisione del Tribunale di Milano

Gli articoli di Gazzetta Repubblica

«Una nuova scossa di terremoto scuote dalle fondamenta una serie A che guarda con preoccupazione alle prossime scadenze finanziarie: calciomercato e iscrizione al campionato su tutte». Repubblica scrive così della decisione del Tribunale di Milano in merito al ricorso Sky-Mediapro. Parla anche di  «decisione prevedibile e prevista», in base al contenuto del bando pubblicato dagli spagnoli e alle richieste dell’azienda di Murdoch.

La condizione degli spagnoli, ora, è quella degli accerchiati. Leggiamo: «A Mediapro tocca la prossima mossa. Si sono svenati per acquistare i diritti, e adesso si ritrovano presi in una sorta di morsa. Schiacciati da un lato dalla Lega, che vuole i suoi soldi e ogni giorno che passa si fa sempre più ostile; e dall’altra da Sky che ostile è stata sin dal primo secondo e che però ha la caratteristica non trascurabile di essere l’unico player sul mercato italiano disposto a investire cifre importanti (ma non alte quanto vorrebbe Mediapro) in quel business».

«La vera novità di ieri, oltre alla decisione arrivata da Milano, è proprio la posizione della Lega. Che, nella lettera indirizzata martedì direttamente al boss spagnolo Jaume Roures, oltre a chiedere la fideiussione da 1.3 miliardi entro il prossimo 22 maggio, ha fatto capire di non avere davvero intenzione di tirare la volata a nessuno in questa partita».

I prossimi scenari

Secondo Repubblica, la posizione della Lega è chiara: «Se volete farvi la guerra con Sky, è il senso della lettera di Malagò, sono affari vostri. Con noi voi avete un contratto e dovete rispettarlo». Ora è necessario capire i prossimi passi di Mediapro. Secondo Gazzetta, la «posizione monopolistica» riscontrata dal giudice Marangoni era da ricondurre a un obiettivo preciso: «Allargare la distribuzione della Serie A concedendo il prodotto chiavi in mano alle nuove piattaforme – compagnie di telecomunicazione e OTT (Over The Top) – che, rispetto a quelle tradizionali, sono dotate di minore capacità editoriale e commerciale. L’offerta monstre da 1050 milioni, infatti, si reggeva proprio sul presupposto di poter aggredire direttamente il mercato-abbonati e della pubblicità».

Il canale di Lega

Quindi, ritorna d’attualità il tema del canale unico di Lega. In realtà, fin dall’inizio l’obiettivo numero uno – nemmeno tanto velato – dell’azienda spagnola. Leggiamo: «Mediapro non ha alcuna intenzione di mollare e si fa forte di un contratto che le assegna la titolarità dei diritti. Solo che il mancato deposito della fideiussione, nonostante le promesse fatte dallo stesso Roures in assemblea di Lega, ha mandato in agitazione i club che sono abituati, di questi tempi, a farsi scontare in banca i futuri proventi televisivi. In caso di accordo con la Lega per realizzare il canale, Mediapro si è detta disponibile a versare subito cash 186 milioni».

Il tutto, però, dovrebbe avvenire in una Lega spaccata (toh!). Da una parte ci sono «i club che stanno esaurendo la pazienza nei confronti degli spagnoli (Roma, Juventus, Sassuolo, Napoli); dall’altra c’è la linea del temporeggiamento, che fa capo a quei club che non vogliono rinunciare all’offerta di 1050 milioni». La situazione è ancora in alto mare, possibile un tavolo tecnico con Sky e Mediapro prima dell’assemblea del 22 maggio. In questo momento, per dirla facile, la Serie A non ha copertura televisiva per la prossima stagione. Ma, soprattutto, mancano i soldi delle televisioni, che tengono in piedi l’intera baracca.

 

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