Gazzetta: «Il capolavoro-Juve sfregiato da un rigore beffa (che ci può stare)»

Il day after di Real Madrid-Juventus sulle colonne della Gazzetta: «Agnelli ha fatto bene ad invocare il Var, la decisione nel finale riporta alla mente el miedo escenico».

Gazzetta: «Il capolavoro-Juve sfregiato da un rigore beffa (che ci può stare)»

Il commento

Alessandro De Calò firma il commento di Real Madrid-Juventus su Gazzetta. Ovviamente, si parte dal frame finale, dal calcio di rigore assegnato ai blancos: «Il capolavoro della Juve viene sfregiato a un amen dalla fine, col rigore che puoi anche dare – ci sta – ma fischiato al Bernabeu in quel momento, quando nel dubbio si decide tutto, suona come una beffa antica, richiama gli anni bui del miedo escenico che coinvolgeva arbitri e avversari del Real Madrid».

La seconda considerazione riguarda gli interventi postpartita degli uomini-simbolo della Juventus, a cominciare da quello di Agnelli: «Ha ragione il presidente bianconero a porre la questione della Var da introdurre anche in Europa, e a parlare del peso che hanno i club italiani rispetto ai concorrenti più importanti. Resta negli occhi il cartellino rosso sparato in faccia a Gigi Buffon che segna con un esclamativo abbastanza surreale quello che può essere stato l’ultimo match del capitano della Juve in uno dei templi del calcio mondiale».

La linea del Piave

Dopo le recriminazioni, l’orgoglio: «È un peccato che un episodio si inghiotta in un mastodontico boccone il capolavoro di una rimonta epica e ancora imperfetta. Siamo abituati, il nostro calcio vive di questi momenti, dei falò che si accendono in un attimo e divorano il resto. Eppure non si può chiudere gli occhi su quello che ha fatto la Juve a Madrid, continuando a macinare gioco nel solco tracciato la sera prima dalla Roma, all’Olimpico, contro il Barça di Leo Messi».

«Aveva ragione il maestro Sacchi – in questa pagina – alla vigilia del ritorno dei quarti di Champions a spronare Roma e Juve a incitare Di Francesco, Allegri e i giocatori per provare a cambiare la storia. Si partiva dal 7-1 dell’andata che sembrava segnare in modo definitivo la distanza tra il nostro calcio e quello delle grandi di Spagna. Sembrava un verdetto senza appello, si è rivelata una moderna linea del Piave».

Ripartire

In chiusura, De Calò sottolinea come questo doppio successo, in parte giallorossa completa e in parte bianconera effimero, deve segnare un punto da cui ripartire per il nostro calcio: «Tutte cose che valgono anche per la
Juve, che non meritava di uscire da questa Champions. Non nel modo
che abbimo visto, non dopo aver ammutolito e spaventato il popolo del Real.
Guardiamo la parte piena del bicchiere. Bisogna ricominciare da qua: senza sedersi su queste due magnifiche vittorie delle squadre italiane; senza pensare che possano coprire tutte le magagne e i difetti che il nostro calcio coltiva. Questo è solo l’inizio, la rimonta sull’Europa non può finire così».

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