Gazzetta: «Juventus, un tesoretto perduto; Napoli trascinato da Insigne»

Il commento di Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta: «Quattro punti smarriti contro Spal e Crotone, alla Juventus è mancato un leader come Insigne».

Gazzetta: «Juventus, un tesoretto perduto; Napoli trascinato da Insigne»
Foto Ssc Napoli

Il commento sulla Gazzetta

Sebastiano Vernazza accende Juventus-Napoli, «la madre di tutte le partite». A tre giorni dallo scontro diretto dello Stadium, la Gazzetta dello Sport commenta così la notte incrociata dello Scida e del San Paolo: «La Juve e la maledizione delle rovesciate. Quella di Ronaldo le è costata la Champions, quella di Simy a Crotone riporta il Napoli a meno quattro. A Torino non sarà uno spareggio, perché resteranno quattro giornate, ma una vittoria del Napoli ribalterebbe il quadro. Non tanto per il meno uno in classifica, quanto per il calendario. La Juve ha davanti a sé un cammino peggiore, dovrà affrontare Inter e Roma fuori casa. Il Napoli, scollinato il tappone, avrà soltanto la Fiorentina al Franchi come impegno di certa difficoltà»

«La Juve – prosegue Vernazza – non può permettersi di perdere lo scontro diretto. Se cade domenica, rischia di sbandare e di essere risucchiata. E pensare che a un certo punto della serata si profilava tutt’altro. Il Napoli era sotto in casa contro l’Udinese, la Juve vinceva in Calabria e la classifica diceva più nove. La notizia del pareggio di Simy ha liberato il Napoli da ansie e paure e in quattro e quattr’otto si è passati dal più nove al più quattro. Cinque punti evaporati in un amen».

La condizione di Juventus e Napoli

«Arrivano al faccia a faccia un po’ spremute. La Juve ha pagato in Calabria le tensioni di Madrid, è normale che prima o poi corpo e anima ti presentino il conto se solleciti i sensi oltre ogni limite, come è accaduto alla Signora, nel ritorno di Champions al Bernabeu. Il Napoli per un’ora è rimasto in balia dell’Udinese, di una squadra che veniva da nove sconfitte di fila, e che ieri ha incassato la decima. Insigne si è fatto carico delle insicurezze di molti compagni e della sua gente, ha preso per mano il San Paolo e l’ha trascinato fuori dalla stanza dello sconforto e della rassegnazione. Alla Juve in Calabria è mancato un giocatore così, un leader che scuotesse i colleghi, che levasse loro dalla testa il pensiero nocivo dell’ineluttabilità della vittoria».

«Non esistono le vittorie scontate. In un mese la Juve ha pareggiato a Ferrara contro la Spal (0-0) e a Crotone. Quattro punti persi contro squadre in lotta per non retrocedere, un tesoretto che potrebbe costare caro».

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