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Coppa Intercontinentale 1992, il «patto del bel gioco» tra Tele Santana e Cruijjf

Uno splendido racconto di Fox Sports: i due tecnici di Barcellona e San Paolo promisero di sostituire un giocatore qualora non avesse rispettato il gioco.

Coppa Intercontinentale 1992, il «patto del bel gioco» tra Tele Santana e Cruijjf

Il racconto di Fox Sports

Gran bell’articolo di Fox Sports su un ricordo-retroscena rivelato da Juan Carlos Loustau, arbitro argentino 70enne. Nel 1992, all’apice della sua carriera, Loustau fu designato per dirigere la finale della (fu) Coppa Interncontinentale tra Barcellona e Sao Paulo. Le due squadre erano guidate da due totem assoluti del calcio europeo e sudamericano, Johan Cruijff e Tele Santana. Se il nome del primo sopravvive allo scorrere del tempo, il secondo è forse meno noto ai giovanissimi. Spieghiamo: si tratta di un tecnico brasiliano, scomparso nel 2006, fautore della cultura del bel gioco. Oltre ai trionfi in serie proprio con il club paulista (avrebbe vinto quella e un’altra Coppa Intercontinentale dopo altrettante Libertadores), era il commissario tecnico del Brasile a Spagna 82. Come dire: una garanzia.

Il patto del bel gioco

Il racconto di Fox Sports ha luogo la notte prima del match tra blaugrana e Tricolor, durante una chiacchierata tra i due tecnici cui venne invitato anche lo stesso arbitro. Si giocava in Giappone, c’era difficoltà a prendere sonno per causa jet lag e allora l’occasione per un piccolo summit notturno fu propizia.

Queste le parole dell’arbitro: «Ma in quarant’anni di carriera, nulla mi ha emozionato come partecipare alla conversazione tra Santana e Cruijff. È stata l’esperienza più preziosa che il calcio mi abbia mai donato. Parlavano del calcio come fosse qualcosa di sacro. Dicevano che interrompere una partita con finti infortuni, nascondere il pallone o effettuare un cambio solo per guadagnare qualche secondo non erano atteggiamenti contemplabili. Entrambi amavano vincere, ma senza trucchetti. Erano convinti che perdere giocando bene non fosse una disfatta e che in una partita ideale, in cui si rispettino tutti i principi in cui credevano, non potesse avere né vincitori né vinti. E bastava vedere le loro squadre, per capire come i giocatori mettessero in campo tutto quello che loro chiedevano. Cruijff e Santana misero la propria mano destra una sopra all’altra e si scambiarono una promessa: se nella finale qualche loro giocatore avesse perso il controllo o non avesse risposto ai principi del bel calcio che loro predicavano, li avrebbero sostituiti. “Affare fatto”, disse un Johan Cruijff entusiasta. “Partecipi anche lei”, mi disse Telê Santana. E anche io allora posi la mano destra».

 

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