Basta con Maradona, il Napoli di Sarri meriterebbe meno nostalgia

Un Napoli dal futuro luccicante si sta preparando per una nuova stagione, con un allenatore che sorride al lavoro e un nuovo, aspirante numero dieci.

Basta con Maradona, il Napoli di Sarri meriterebbe meno nostalgia

Insigne, Dimaro

Ieri, lontano da Napoli, ho ascoltato e seguito la storia dell’ennesimo ritorno di Maradona a Napoli, questa volta per la cittadinanza onoraria. Quando si tratta di D10S non si può certo vivere la cosa con distacco. Infatti, con il cuore, ho detto BASTA CON MARADONA. Sia in famiglia che pubblicamente ho esposto questo mio pensiero in cui ho azzardato anche “date la 10 ad Insigne”, per molti ovviamente è un’eresia ma, da Zemaniano incallito, lo seguo da Foggia. Secondo me, pur senza le qualità geniali del Pibe, ha la struttura mentale per reggere il peso di quella maglia.

Il mio BASTA però di certo non passa per la maglia che era di Diego, ma passa per la sensazione che forse questo passato sembra non accorgersi del presente, un grande presente. Che, a fatica, e senza avere il più grande giocatore di tutti i tempi, sta diventando sempre più solido e luccicante. Il mio è solo un discorso calcistico, non c’entra la politica e le lotte ideali tra vecchio e nuovo Napoli, nasce da vecchie emozioni che mai niente e nessuno cancellerà dalla mia memoria e quella di tutti i tifosi napoletani, fino a poco fa non sarei riuscito a dare un’immagine a questa mia sensazione. Ma tra un video e una diretta dello Show in piazza mi son detto: “Il Napoli sta a Dimaro!”.

La foto di Sarri

Mi trovo davanti la foto di Sarri (se Maradona non mi è uscito dal cuore, lui di sicuro non ci è ancora definitivamente entrato, ma non chiedetemi perché), una foto che mi ha parlato e detto tante cose del Napoli di oggi, di Maradona e di quest’uomo che ha deciso di non essere il Fantozzi di turno, che ci insegna che si può ridere felici lavorando, che ha dato un grande gioco al Napoli. E che ha un giocatore proveniente dalla nostra primavera che tenta il ritorno alla 10. Insomma, questo è un Napoli che parla di sogni e che forse meriterebbe meno nostalgia.

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