Ha ragione Squinzi sui procuratori. Ora Vagheggi, agente di Allan, bussa a denari

Sappiamo quanto faccia «parte del gioco», soprattutto in un momento in cui il Napoli è secondo in classifica, e vive quello che è probabilmente uno dei migliori campionati della sua storia. Però, come dire, ci fa specie. Claudio Vagheggi, ex centrocampista (pure a Napoli, stagione 1982/83) e oggi agente di calciatori, è intervenuto in diretta a Radio Crc per parlare di Allan, uno dei suoi assistiti. Con parole che, volendo citare Giorgio Squinzi di ieri, potremmo dire «ossessionanti». Invece ci conteniamo e diciamo solo “inopportune”: «Allan in Inghilterra? Il business è business, non vedrei nulla di sbagliato se tutte le parti fossero contente. Ma al massimo andrei prima dal club azzurro per rivedere il contratto, poiché guadagna poco».

Apprezziamo il fatto che Vagheggi, prima di cedere il suo assistito in Inghilterra, bussi comunque prima alla società che detiene il suo cartellino a bussar denari. Ci sta, è pure giusto, anche se è passato nemmeno un anno dall’ultima negoziazione, quella che ha portato Allan dal Friuli alla Campania. Ci sta anche se il Napoli non ha ancora vinto nulla, nel frattempo, pur giocando il calcio più bello d’Italia. Ci sta perché Allan è un calciatore fondamentale per questa squadra, anche se all’inizio del girone d’andata e di ritorno ha vissuto un netto calo di rendimento (tanto da finire in panchina, per scelta tecnica, in Napoli-Chievo). Ci sta perché Allan è un calciatore fondamentalmente “inventato” dal Napoli e da Sarri, dopo tre buoni campionati a Udine con 4 (!) presenze totali nelle coppe europee e zero presenze in Nazionale. Ci sta soprattutto ora, quando il Napoli è impegnato nel duello scudetto contro la Juventus e servono proprio queste belle voci per compattare l’ambiente e fare l’interesse comune.

Esattamente come ci stavano le dichiarazioni dell’agente di Koulibaly, quello delle «strutture di un club piccolo» dopo che il Napoli ha acquistato il suo assistito un anno e mezzo fa dal Racing Genk. Ci sta, “fa parte del gioco”. C’è un verbo della prima coniugazione italiana, l’infinito è “vagheggiare”: per il dizionario vuol dire “Immaginare qualcosa che si desidera, sognarlo”. Peccato non ci aggiunga la chiosa “al momento più opportuno”. Sarebbe stato perfetto. 

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