Higuain è pronto? Contro la Roma non sono ammessi approcci in stile Arsenal

Caricato da un’eccezionale attesa, questo Roma-Napoli scotta nelle mani dei due allenatori. Ma Garcia fa il furbo dicendo che il Napoli è favorito: “è stato costruito per vincere lo scudetto”. Benitez copre la tensione col sorriso buono. Ha problemi che il suo avversario non ha. Innanzi tutto la rinuncia a Zuniga, l’impiego di Maggio dopo l’operazione al menisco di venti giorni fa, i dubbi su Albiol e Higuain, il rientro tardivo di Armero e Fernandez, i tre svizzeri spremuti nelle qualificazioni mondiali. Forse ha una sola certezza: sulla sinistra gioca Insigne dopo i fuochi pirotecnici contro l’Armenia.
Match ad alta tensione con l’originalità dell’anticipo al venerdì per motivi di ordine pubblico, tre giorni dopo gli impegni dei vari nazionali delle due squadre. La Roma fila più di un treno. Ha ritrovato equilibrio in difesa, ha un centrocampo di contrasto e ripartenze, guizza sulle fasce con Florenzi e Gervinho e, in mezzo a tutto il gran gioco giallorosso, Totti fa la differenza con aperture volanti, conclusioni da fuori, la capacità di “nascondersi” per ricevere palla e mettere in moto l’attacco, rientra e svaria e non è facile “chiuderlo”. In ogni caso, Benitez ha detto che non sarà marcato a uomo.
Per quello che si è visto sinora, la Roma in gran salute fisica appare più rapida e aggredisce gli spazi come nessun’altra squadra. Se in palla, può risultare devastante. La sosta ne ha spezzato il ritmo? Ecco una domanda interessante. Ha giocatori al settimo cielo per le qualificazioni delle loro nazionali a Brasile 2014, il bosniaco Pjanic e l’olandese Strootman. Lo straripante Gervinho, con le sue trecce rotanti, ivoriano di classe e di potenza, metterà a dura prova la resistenza della difesa napoletana.
Detto questo, sembra che la Roma sia favorita con una sola rete al passivo nella porta di De Sanctis, il nostro caro ex, e una media di tre gol a partita, stesso numero di gol in casa e fuori. Giocando in casa, potrebbe avvertire maggiormente il “peso” del confronto ad alto livello cui è affidata la prima “sentenza” sulle ambizioni da scudetto. I giallorossi, fuori dall’Europa, sono favoriti dalla mancanza di impegni infrasettimanali che prosciugono le energie.
Sarà una partita a viso aperto, ciascuno dei due allenatori pretendendo di imporre il proprio gioco attraverso il giro-palla e le verticalizzazioni rapide. Avrà la meglio chi avrà più benzina, più colpi tecnici e anche più fortuna. Sono solo nove le vittorie del Napoli sul campo della Roma, l’ultima non troppo lontana, la “doppietta” di Cavani due anni fa. I duelli “a distanza” potranno incidere sul match: De Sanctis e Reina, Hamsik e Totti, Insigne e Florenzi.
Nel cuore del gioco, il Napoli dovrà trovare genio ed energie per contrapporsi al centrocampo della Roma. Una dura battaglia per Behrami (un occhio a Totti?), un’occasione per Inler di toccare vertici di rendimento assoluti rivaleggiando con De Rossi. Un lavoro straordinario per Hamsik richiamato a far da leader dopo le ultime “luci e ombre”. Sulla fascia destra, sarà utile il lavoro di Callejon in appoggio a Maggio sul sentiero di Gervinho. Attenzione agli inserimenti in gol di Florenzi (s’è visto contro l’Armenia): giocherà Mesto a sinistra?
Non sarà facile tenere palla contro il pressing alto della Roma. Sfuggire all’aggressività dei giallorossi per puntare al gol sarà determinante. Non sono ammessi errori (a Britos fischieranno le orecchie). Non è ammesso un approccio timoroso alla gara come a Londra contro l’Arsenal. La tranquillità, i nervi saldi, una squadra corta e compatta, però con molto fiato e velocità, un palleggio sicuro saranno armi indispensabili per disarcionare la Roma dalla testa della classifica. Un pareggio andrebbe anche bene, ma non sembra uno scontro da pareggio, a meno che non si pensi al 4-4 di sei anni fa (da sette mesi il Napoli va sempre in gol).
Lontano Cavani (7 gol alla Roma), i cannonieri della sfida sono Hamsik (5 reti) e Totti (7). Il Pupone non segna al Napoli da tre anni. Higuain è pronto all’impresa? Ecco il problema.
MIMMO CARRATELLI

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