Tocca al Sassuolo, meglio non fidarsi

Giocava benino il Sassuolo al debutto assoluto in serie A, neo promosso con neanche uno stadio suo, gioca a Reggio Emilia, ma prendeva troppi gol prima ancora di prenderne sette tutti in una volta domenica contro l’Inter, un match che i calciatori neroverdi della cittadina emiliana delle piastrelle di ceramica non hanno giocato, nel senso che sono rimasti a guardare l’avversario e gli hanno aperto la porta di Pomini (o così, o pomì) con un senso estremo dell’ospitalità (il portiere di riserva è il noto spilungone di Tivoli Antonio Rosati, 1,95, partito titolare e subito retrocesso dopo avere preso sei gol nelle prime due partite).
Quanto vale l’orgoglio della squadra del patron Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, allenata dal gentile Di Francesco, venendo a giocare al San Paolo con la difesa più bucata del campionato (15 gol)? Quanto l’orgoglio e la voglia di riscatto possono servire a far risorgere il Sassuolo proprio contro il Napoli schierando un audace 4-3-3 in cui Schelotto è la freccia di destra e al centro giostra il basilisco di Policoro Simone Zaza (in panchina Floro Flores), gioiello in comproprietà con la Juventus, 22 anni, 1,87? La fragilità della squadra emiliana è apparsa lampante e l’Inter dei solisti l’ha umiliata.
Con tutti questi incontri ravvicinati, il Napoli fa un inevitabile turn-over (auguri a Christian Maggio con un menisco in avaria) lasciando a riposo Albiol, Zuniga, Behrami (il leone di San Siro), Callejon, Hamsik. Si tornerà a giocare sabato a Marassi contro il Genoa (in viaggio, tre giorni dopo, destinazione Londra e l’Emirate Stadium dell’Arsenal). Le partite contro Borussia e Milan, esami di laurea superati a pieni voti, hanno prosciugato molte energie. Largo a Cannavaro, Armero, Mertens e Pandev, conferma per Mesto (magnifico contro il Milan) e Dzemaili. A Insigne, nell’inedito ruolo dietro Higuain, si chiede uno sforzo supplementare (si è sfiancato a San Siro sulla sua fascia). Lorenzo ha 22 anni, l’entusiasmo dell’età, l’amore sviscerato per la maglia azzurra e la promessa di un tatuaggio storico su un braccio, “18 maggio 2014”, l’ultima di campionato. Saprà stringere i denti e servire la patria.
Sembra una partita facile, ma guai a fidarsi. Meglio andare subito dal possesso palla al gol. Gioca in trasferta la Roma (Sampdoria) del sergente Garcia, coinquilino di testa. In trasferta anche la Juve (Chievo) che insegue. Inter e Fiorentina, nel posticipo di giovedì, si toglieranno punti a vicenda. E’ una occasione magnifica per confermare il passo spedito del punteggio pieno.
Il pronostico dice Napoli senza mezzi termini. Con tutte le prudenze del caso, non si può non aderire al pronostico. La squadra di Benitez non “aspetta” gli avversari. Fa il suo gioco, vuole impossessarsi delle partite comandando col giro-palla chiunque siano gli interpreti. Dunque, pronti-via. Sarà molto interessante seguire la gara di Mertens, in visibile miglioramento nelle ultime apparizioni. E poi la genialità di Pandev cui già sono sfuggiti due gol per troppa precipitazione contro il muraglione dell’Atalanta.
Fischia il Sassuolo, un nome squilla: Napoli!
MIMMO CARRATELLI

SERIE A – 5^ GIORNATA.
Martedì 24: Udinese-Genoa. Mercoledì 25: Bologna-Milan, Chievo-Juventus, Lazio-Catania, Livorno-Cagliari, Napoli-Sassuolo, Parma-Atalanta, Sampdoria-Roma, Torino-Verona. Giovedì 26: Inter-Fiorentina.

CLASSIFICA: Napoli e Roma 12; Inter, Fiorentina, Juventus 10; Livorno e Torino 7; Lazio e Verona 6; Cagliari 5; Udinese, Genoa, Chievo, Milan 4; Atalanta 3; Bologna, Parma, Sampdoria 2; Catania 1; Sassuolo 0.

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