L’ipocrisia del Milan sul mancato ricorso per Balotelli

Il papa emerito Benedetto XVI nella sua lettera a Piergiorgio Odifreddi, nella quale ha affrontato tematiche quali”la fede, la scienza e il male”, riconosce che la matematica sia la sola scienza nel senso più stretto della parola.
Sembra tuttavia che Sconcerti, Allegri e il Milan non siano della stessa opinione quando affermano che la rinuncia al ricorso contro la squalifica di tre giornate a Balotelli è un atto di eleganza e comunque di rispetto per la classe arbitrale.
La pratica sta diversamente.
A norma dell’art.19 comma 4 lett.)a del codice di giustizia sportiva, due giornate di squalifica in caso di condotta ingiuriosa nei confronti degli ufficiali gara, costituiscono il minimo sindacale, al di sotto del quale non si può andare. Alle due giornate si aggiunge automaticamente una ulteriore giornata per effetto della doppia ammonizione rimediata sul campo.
Con buona pace dei “nostri”, 2 più 1 non può fare che 3.
La storia non finisce qui, perché occorre ricordare che alla stregua del codice di giustizia sportiva non c’è stata corrispondenza tra il fatto contestato e accertato e la sanzione, in quanto alla fattispecie disciplinare della condotta ingiuriosa,deve aggiungersi quella della condotta intimidatoria e minacciosa, egualmente accertata e non sanzionata dal giudice Tosel (per lui era sufficiente che Balotelli non giocasse contro la Juve)
Allora, senza voler fare il processo alle intenzioni, diciamolo pure che dietro l’apparente fair play del Milan non è mancata la concreta preoccupazione della possibile reformatio in peius della sanzione, che a stretto rigore sarebbe stato un atto dovuto da parte della Corte di Giustizia Federale.
Antonio Patierno

ilnapolista © riproduzione riservata