Aurelio mi hai fregato, ho pagato i 10 euro (anzi 20) per la pay tv

Eccoci qua. In piena estate a guardarci il nostro Napoli in televisione. Mi ero ripromesso che non avrei mai dato 10 euro a De Laurentis per un’amichevole che non vale niente. E invece ho speso 20 euro per la partita col Galatasaray (colpa mia e della mia poca esperienza con la tecnologia: per vederla sono stato costretto a comprarla sia su Sky che su Mediaset. Poco male). Poi domenica alle ore 15.00, dopo pranzo, è cominciata a salire la pressione. “Non darò altri 10 euro a chi non ha per noi tifosi nessun rispetto”. Questo fino alle 15.10. Poi mi decido e reprimo il mio ego ferito. Come un amante cornuto che si prostra al cospetto della sua donna infedele, tornata a casa incinta di tre mesi dopo un anno di assenza. Senza neanche cercare di dissimulare l’orgoglio ferito, e schiavo di una clamorosa astinenza da cavaina, mi sono accontentato di una banale dose di metadone higuainico: ho comprato l’evento incriminato. Per il presidente, 63 milioni più 10 euro. I miei. Confesso, sono il tifoso azzurro per antonomasia: mi esalto per una bella azione in amichevole, e mi deprimo per un gol preso per colpa di una difesa ridicola. E dire che l’unica cosa che avremmo dovuto fare era rinforzare la difesa. Invece abbiamo smantellato una squadra quasi perfetta. Non sono un mazzarriano. Anzi! Ma le ripartenze del “nostro” Napoli erano mortifere. Devastanti per gli avversari. Col Porto, pur avendo recuperato delle palle a centrocampo che in altri tempi avrebbero fatto vedere i sorci verdi (e non mimetici) ai difensori altrui, oggi si sono dissolte come innocui cubetti di ghiaccio in un estivo aperitivo annacquato. Dico io: stavamo così bene! Perché stravolgere tutto? “Cavani se ne voleva andare”. E’ la balla più grossa che si sia mai sentito da quando l’uomo ha inventato il calcio! Cavani voleva solo più soldi. Giustamente! Perché non darglieli? Aveva 104 motivi dalla sua. Ma il presidente ne aveva di più: 63 milioni. Di euro, non di motivi. Oltretutto, mi sa che si sta spendendo anche di più. Pure se gli avessero (come pretendeva) raddoppiato lo stipendio. Cavani non è andato al Real o al Chelsea per vincere la Champions (in questo caso non ci sarebbe stato niente da recriminare). Cavani è andato via perché il PSG gli ha offerto di più. Quel di più che De Laurentiis non ha voluto riconoscergli (“Non ho nulla da dire a Cavani e ai suoi procuratori”, aveva risposto al Matador che lanciava segnali di apertura dal Brasile durante la Confederations Cup). Le collezioni dei giornali stanno a disposizione. Con Cavani, e pochi ritocchi in difesa, avremmo potuto puntare decisamente allo scudetto. La Champions resta (e sarebbe restato) un sogno non raggiungibile. Forse con questa squadra (e sottolineo forse) potremo superare qualche turno in più in Europa, ma lo scudetto è onestamente ancora una chimera dipinta di bianconero. Purtroppo. In questa calda estate mi viene in mente chi per anni si è limitato alla “villeggiatura” a Mondragone. Poi con l’avanzare della crisi fittava solo la casa a Castelvolturno, fino ad accontentarsi di fugaci puntate a Varcaturo. Era il “nostro” Napoli. Il Napoli di Ferlaino, di Corbelli, di Pinzarrone e Moxedano. Dopo Diego, ormai ci bastava. Ci eravamo affezionati. Poi arriva LUI:, ci salva dalle sabbie mobili di Licola, ci ripulisce dal fango del fallimento che per anni aveva ricoperto le nostre ferite, ci riporta in Europa. Teniamo testa al Chelsea, futuro e fortunato vincitore in Champions. Lottiamo testa a testa (e fino a un certo punto) prima con Milan e poi con l’odiata Juve per lo scudetto. Dopo gli anni bui di Licola, ci sentiamo improvvisamente proiettati sulle spiagge di Capri, di Montecarlo, di Taormina (Verdone docet). Non possiamo tornare a Varcaturo. Non è giusto! Aurelio, affittaci almeno una mezza pensione ”nterr’ Ischia. Magari in bassa stagione. Poi ti concederemo i giri di campo, le americanate col conteggio alla rovescia, i roboanti annunci degli acquisti delle riserve del Real. Perfino la panza di Benitez. Ti perdoneremo anche il tuo inguardabile completo color banana. Ma non ci prendere ancora in giro. Abbi pietà di noi, Noi non siamo tifosi. Noi siamo malati del Napoli.
PASQUALE DI FENZO

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