La competenza di Benitez, il coraggio di De Laurentiis

La svolta del Napoli tanto era imprevedibile quanto è choccante. Nel passaggio più difficile della sua presidenza, De Laurentiis ha tirato fuori gli artigli. Il rilancio del Napoli è sensazionale. La svolta nasce dall’intuizione di De Laurentiis nell’identificare in Rafa Benitez l’allenatore del cambiamento e del rilancio.
La partenza di Mazzarri aveva sanzionato la fine di un ciclo. La squadra giunta al terzo e poi al secondo posto si era esaurita dopo avere dato il 150 per cento delle sue possibilità. Di più non avrebbe potuto dare. Tutti si aspettavano che il Napoli retrocedesse nella scala dei valori nazionali. De Laurentiis non ha tremato e ha cambiato rotta. Assumendo Benitez ha aperto a nuove prospettive che non sarebbero state possibili con un tecnico italiano. Nove anni di bilanci sani e le plusvalenze incassate con le cessioni più discusse (Lavezzi prima, Cavani dopo) hanno poi consentito di piombare sul mercato con una forza economica (124 milioni di euro da investire) che nessun altro club italiano può permettersi: Milan e Inter sono fermi al palo, la stessa Juventus dovendo solo ritoccare una formazione già forte ha speso 30 milioni (15 per Tevez, 15 per Ogbonna, Llorente a costo zero) rispetto ai 76,5 milioni investiti dal Napoli (40 Higuain, 10 Mertens, 12 Albiol, 9 Callejon, 5,5 Rafael, in prestito Reina).
Si dice che il calcio italiano è tornato ad attrarre gli assi stranieri. Stop. E’ solo il Napoli che li attrae per i bilanci in attivo, per la competenza e la caratura internazionale di Benitez, per il coraggio di De Laurentiis. Si dice anche che il Napoli ha preso giocatori che nelle loro squadre avrebbero fatto le riserve, specie i tre del Real Madrid. Se gli stessi giocatori li avessero presi le tradizionali “grandi” sentiremmo fanfare e peana. La clamorosa campagna-acquisti del Napoli suscita addirittura dubbi e critiche.
La verità è che tutti sono rimasti spiazzati dalla capacità della società azzurra di intraprendere un nuovo, interessante percorso, di sapersi rinnovare, di gettare le fondamenta di un entusiasmante progetto. Solo la Fiorentina può dirsi alla pari avendo centrato i giocatori giusti per migliorarsi. Ma il Napoli ha fatto di più: si è rifondato.
L’intesa immediata fra De Laurentiis e Benitez e la competenza manageriale del tecnico spagnolo hanno consentito la svolta che era necessaria. Ora si aspetta alla prova la capacità da allenatore di Benitez, ma i dubbi dovrebbero esser pochi e tutti legati al profondo rinnovamento della squadra che non può dare risultati immediati. Nuovi anche i metodi di allenamento di Rafa, però la partecipazione dei giocatori è massima perché il progetto suscita entusiasmo. Più di tutti Higuain si giocherà al meglio le sue carte per essere il centravanti dell’Argentina ai Mondiali dell’anno prossimo.
Occorreranno pazienza e fiducia per arrivare ai primi traguardi. De Laurentiis ha fissato in tre anni il tempo per costruire una squadra altamente competitiva e sta battendo ancora il mercato (Jackson Martinez). Il presidente può essere considerato oggi il migliore imprenditore nel mondo del calcio. Poco emotivo e molto concreto. Accusato di non voler spendere, è venuto fuori al momento opportuno e l’ha fatto alla grande. Va giudicato sui fatti, non sulle sensazioni che sia o meno simpatico.
Benitez è stato una grande intuizione e il suo immediato feeling con la squadra è testimoniato dall’entusiasmo con cui i giocatori lo stanno seguendo. Il Napoli ha conquistato di forza la ribalta. Non tutti l’hanno gradito e questo confermerebbe che il club azzurro è sulla buona strada per essere protagonista ai livelli più alti. Lo impallineranno al primo passo falso, ma stavolta Benitez non si farà impallinare come successe all’Inter. Gestisce il Napoli da allenatore-manager come non gli fu possibile a Milano. Ed è persona equilibrata che ispira fiducia oltre che grande esperto di calcio internazionale.
MIMMO CARRATELLI

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