A Madrid sfottono il Napoli per Albiol e Callejon. Come se potessero sperperare solo loro

Dieci milioni per Callejòn, dodici per Albiol. Totale: ventidue. Effetto: in Spagna ridono. Ironizzano, ipotizzano, fanno i maliziosi. Siccome di mezzo c’è Quilòn, l’agente di Benitez, lo stesso dei due giocatori, non costa proprio niente mettere in piedi un po’ di sospetti. I media di Madrid ci sguazzano. Con i soldi del Napoli, dicono e scrivono, abbiamo pagato Isco. Un giornalista di Canal Plus sfotte su Twitter. Il blog Diario de Fùtbol lo stesso. Il quotidiano El Mundo scrive che bisogna fare una statua a quel Quilòn, anzi, scrive, prendetevi pure Higuain a 40. Magari, Madrid. Magari tu dicessi sì per Higuain. Pure a 40, pure a 40. Stamattina Marca scrive che la proposta del Napoli è la più ferma, la più solida, la più interessante, perché ha maggiore liquidità dell’Arsenal (non ancora sicuro peraltro di passare il preliminare di Champions), ha maggiore entusiasmo del Tottenham e ha buoni rapporti con la presidenza per via degli affari Callejòn e Albiol. Affari. Sorrisini. Sarà che al Real non sono abituati a incassare. Quando gli capita, se gli capita, gli parrà sempre e comunque una pioggia di soldi. Nella natura del Real ci sta la spesa, non l’incasso. E quando il Real spende, non si fa mica problemi nel risparmiare: 10 milioni loro li spendono per un Pedro Leon (dal Getafe, nel 2011) o per un Garate (dal Santander, nel 2008). Trascurabili figurine. Dei doppioni. Quando vogliono dissipare, sanno farlo invece ad altissimi livelli, come nel caso dei 27 milioni scialacquati per la delusione Huntelaar e dei 30 investiti per il terzino Fabio Coentrao. Senza che se ne rida. Quelli sono investimenti, perché riconducibili al club sportivo più ricco del mondo, secondo le stime di Forbes di qualche giorno fa. Si ride invece delle spese napoletane come si fa per i cafoni arricchiti, quelli che hanno venduto le terre e adesso hanno i soldi in mano, e con i soldi in mano entrano nella prima gioielleria. Si ride di una situazione innaturale, di un Napoli che non sta più in fila all’ipermercato ad aspettare i saldi. Forse i 12 milioni spesi per Albiol sono tanti, più dei 10 per Callejòn (a 8 è andato via Giaccherini, siamo lì), ma il Real a suo tempo lo aveva comprato a 15 dal Valencia, e non sono certo pochi i 13 della Juve per Ogbonna oppure i 17 della valutazione complessiva data dall’Udinese a Benatia. È ovvio che un club dalla inedita, improvvisa e grande disponiblità come il Napoli presta il fianco a speculazioni, a rilanci, oppure a banali rivendicazioni sul prezzo (Qpr: perché dovremmo darvi Julio Cesar in prestito gratuito se i soldi li avete?). Li presta a maggior ragione se il suo presidente sbandiera 124 milioni e mezzo di euro da poter spendere. È come se il mondo del calcio lo mettesse alla prova. Dici di volerli spendere? Bene, ora te li facciamo spendere noi. Senza sapere che è nella sua natura, come si dice a Napoli, fare un poco lo spagnolo. Lo spagnolo, ecco. Sarà per questo, forse gli spagnoli sono soltanto gelosi.
Desmond Digger

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