Più che Benitez, conteranno le scelte di De Laurentiis

Sarà che sono irrimediabilmente un fatalista ma questo scambio di allenatori tra Inter e Napoli, pur se a distanza di tempo, mi piace poco. Sia chiaro: adoro Benitez e sottoscrivo le parole di Gallo quado constata (senza rischio di smentite) che Rafa è l’allenatore più titolato che abbia mai avuto il Napoli, oltre che un maestro di calcio assoluto. Ma facciamo qualche passo indietro.

Mentre l’Inter si crogiolava della sua grandezza nell’irripetibile periodo mourinhano, De Laurentiis ingaggiava Mazzarri. Si partì con quella vittoria in extremis contro il Bologna e continuò per anni una scia di successi che sotto il Vesuvio di certo non immaginavamo in quella uggiosa domenica al San Paolo. Intanto i nerazzurri con la conquista del triplete diedero il fatale addio a Mourinho e Moratti decise di ripartire proprio da Benitez. Durò pochi mesi. Del resto il rincorrersi a vicenda, in merito ad autolesionismo, tra Inter e Pd è ormai un capitolo in appendice alla storia del nostro Paese.

Mazzarri è stato un po’ il nostro Mourinho. E’ riuscito a far rendere al massimo calciatori che avevano stentato in squadrette di provincia. Aronica in Champions con il Manchester City fece vedere i sorci verdi a Edin Dzeko. Mazzarri, insomma, con tutti i suoi i limiti, è stato un valore aggiunto e imprescindibile della cavalcata azzurra degli ultimi tempi. E così De Laurentiis dopo l’addio di Mazzarri, proprio come Moratti, chiama Benitez per rifondare il proprio “progetto”.

Mi affascina molto questa scelta e, credo, che tante alternative migliori non ce ne fossero in giro. Razionalmente sono felicissimo della decisione presidenziale. Poi, certo, bisognerà vedere quali saranno le frecce che il Presidente riuscirà a mettere sulla corda dell’arco dell’allenatore madrileno. All’Inter, dopo Mourinho, cominciò una rifondazione che fu quasi una svendita in stock di campioni e si chiese a Benitez di ripartire con una squadra nettamente più debole di quella che aveva avuto Mou.

De Laurentiis ne comprenda la lezione. In fondo il calcio ha la sua storia, i suoi corsi e ricorsi. Non vorrei trovarmi tra qualche tempo con uno Stramaccioni in salsa napoletana. Perché in fondo l’allenatore conta poco se poi la squadra che gli si mette a disposizione non è all’altezza dei compiti richiesti. E, probabilmente, il credito che dobbiamo nei confronti di Mazzarri di questi anni è proprio l’aver fatto della necessità una virtù. Al netto di Hamsik e Cavani il mister toscano ha ottenuto certamente il massimo da tutti gli altri. Chissà se il plurititolato Benitez sarà anche lui capace di un’impresa simile. Il prossimo anno il Napoli avrà sulla propria panchina il tecnico più titolato del campionato. Ma il nostro futuro, prendiamone consapevolezza, dipenderà di più dalle scelte che farà il Presidente. Stramaccioni noi non ce lo meritiamo.
Valentino Di Giacomo

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