Il Napoli e i conti dei tedeschi: dov’è la differenza

Il Napoli è come i club tedeschi nella filosofia finanziaria. Così scrive l’autorevole Corriere della Sera oggi, e sulla pagina Fb del Napolista si è acceso un gran dibattito (anche questo pezzo si può commentare lì).
Il Napoli come i tedeschi? Vediamo. Secondo l’ultimo Report Football Money della Deloitte, lo studio più rigoroso sui bilanci di calcio, tra i 20 club europei col maggior fatturato (dati 2011/12) ce ne sono 5 italiani e 4 tedeschi. Il Napoli è 15esimo, il Bayern è quarto, il Borussia undicesimo, lo Schalke 14esimo, l’Amburgo 18esimo. La grossa differenza tra i bilanci tedeschi e quello del Napoli sta alla voce diritti tv. Sul fatturato dei tedeschi quella voce pesa in maniera decisamente inferiore: per il 22% del totale in casa Bayern e Schalke, il 32% per Borussia, solo il 19% per l’Amburgo, mentre per il Napoli è il 58%. Significa che la ricchezza di De Laurentiis dipende soprattutto dagli introiti delle gare in tv, e in particolar modo dai diritti Uefa per la Champions.
È perciò una ricchezza condizionata. Per conservare il suo tenore di vita, il Napoli è obbligato a qualificarsi per la Champions. Sempre. Oppure non tiene il ritmo di quei fatturati lì. Fallita la Champions, si è dovuto finanziare con la cessione di Lavezzi. Nel prossimo report Deloitte (uscirà a gennaio 2014 sui dati di bilancio 2012/13) è perciò molto probabile che il Napoli resti fuori dalla top 20 dei fatturati.
Le tedesche invece hanno la loro vera forza nella voce meno variabile di un bilancio di calcio, le entrate commerciali: sono il 55% del totale per il Bayern (200 milioni), che incassa 25 milioni solo dalla Adidas fino al 2020, 30 dalla Deutsche Telekom, altri 57 vengono dal merchandising. Per il Borussia gli introiti commerciali sono il 51% del totale (97 milioni), cinque Fanshop ufficiali in città hanno fatto salire il merchandising a 23 milioni l’anno, e c’è un accordo fino al 2021 con Signal Iduna che garantisce soldi in cambio del nome allo stadio.
Il Napoli non ha tutto questo. Gli introiti commerciali sono di appena 38 milioni complessivi, il 26% del totale, nonostante 2 sponsor sulla maglia. E immaginate le polemiche a Napoli se un giorno arrivasse un’azienda con un pacco di milioni, chiedendo che lo stadio porti il suo nome e non più quello di San Paolo. C’è oculatezza nelle spese, questo sì. Ma la via tedesca è ancora lontana.
Desmond Digger

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