Se vendiamo il Matador, i 65 milioni che fine fanno?

Come ogni buon tifoso napoletano in queste ore sto provando strane sensazioni a leggere le notizie di mercato riguardanti il Matador. Nel mio pantheon degli idoli che hanno vestito la camiceta azzurra, Cavani ha affiancato l’olandese volante Krol alle spalle della divinità suprema del calcio.
E mi è entrato nel cuore a prescindere dalla valanga di gol messi a segno poiché ammiro anche il suo spirito guerriero e, soprattutto, i suoi valori esistenziali.
Nonostante ciò, come accadde con il Pocho, non mi dispero di fronte all’ipotesi cessione. A patto, però, i 65 milioni della clausola rescissoria vengano utilmente investiti per rafforzare la squadra, senza commettere gli stessi errori dello scorso anno dopo la cessione di Lavezzi al Paris Saint Germain (se si eccettua l’acquisto low cost di Behrami …).
Innanzitutto bisogna considerare che con Mazzarri i bomber hanno sempre avuto ottime medie realizzative (da Lucarelli e Rolando Bianchi alla coppia Cassano-Pazzini) e che né in nazionale, né al Palermo il Matador è riuscito ad esprimersi come nel Napoli.
La sua partenza potrebbe paradossalmente avere maggiori ripercussioni sulla fase difensiva (presidio del primo palo sui calci d’angolo, raddoppi di marcatura, etc.) piuttosto che su quella offensiva.
Se, infatti, dovessero arrivare calciatori in grado di essere delle ulteriori frecce nell’arco dell’attacco del Napoli (oggi lo sono i soli Cavani e Hamsik) avremmo complessivamente una A tal proposito va ricordato che Hamsik, con la partenza del Pocho, è divenuto il leader assoluto della squadra ed ha definitivamente allontanato le sirene di mercato, al punto che – come dicono i commentatori calcistici – ha sposato in pieno il progetto Napoli e costretto Raiola ad ammettere che lo slovacco rappresenta un’anomalia nell’attuale mondo del calcio.
Non dimentichiamoci, inoltre, che il prossimo anno avremo a disposizione un Lorenzo Insigne più esperto e voglioso di esplodere per conquistare la convocazione ai mondiali del Brasile; che Moggi con la cessione di Zidane pose le basi per creare una delle Juve più forti di tutti i tempi e che il duo Berlusconi-Galliani ha sfruttato la vendita di Ibra e Thiago Silva per dare vita ad un nuovo ciclo vincente.
La cessione del Matador, dunque, non è tabù. Ma sapranno, poi, i vari De Laurentis, Bigon e Mazzarri capitalizzare questa cessione o ci sorbiremo la solita litania intrisa di plusvalenze (come teme Massimiliano Gallo) e i soliti 13-14 titolarissimi spremuti all’inverosimile mentre i giovani talenti marciscono in panchina?

Billy Nuzzolillo

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