Nel codice civile la clausola rescissoria non esiste

Tutti i giorni, soprattutto in quest’ultimo periodo, sui quotidiani, siti specializzati, in televisione, al bar, e persino in Tribunale, sento parlare di questa benedetta “clausola rescissoria” di 63 milioni (son tanti eh) per acquistare il cartellino del nostro amato Edinson Cavani. Non voglio soffermarmi sull’utilità o meno di inserire questo tipo di clausole in un contratto di questo genere, né tanto meno su ipotetiche previsioni di una possibile partenza del Matador. Ebbene, tutti i giorni, penso sempre la stessa cosa, sarà che sono avvocato e la mia è solo deformazione professionale. La “clausola rescissoria” non esiste. Cos’è? Perché tutti la chiamano così? È come se un medico definisse un’appendicectomia una “pancectomia in basso a destra”.
Giusto perché si sappia: nel codice civile di questa fantomatica clausola non se ne parla, niente. Si parla di rescissione del contratto, che è tutt’altra cosa. In soldoni, la rescissione è una forma di invalidità del contratto a tutela di un soggetto che contrae a condizioni inique a causa del suo stato di bisogno o di pericolo. Non mi sembra questo il caso. Allora perché i giornali, le televisioni, gli opinionisti, i grandi esperti parlano di questa fantasmagorica “clausola rescissoria”?. Solo il nome incute paura.
Come disse Nanni Moretti in un suo meraviglioso film “le parole sono importanti”, soprattutto per noi avvocati (e tifosi).
Fabio Compagnone

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